martedì, ottobre 23

Accadde Oggi: Peron, primo atto 19 settembre 1955: Peron lascia la Presidenza argentina

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Ci sono poche personalità che hanno saputo ispirare un Paese e intere generazioni di politici, a prescindere dai loro schieramenti, come è riuscito a fare Juan Domingo Peron in Argentina. La sua Presidenza ha segnato un’epoca e la sua capacità di assimilare posizioni, istanze e messaggi di schieramenti ideologici anche molto diversi fra loro, avendo come denominatore comune la sua persona, lo hanno reso un soggetto molto singolare. Il consenso politico di cui godeva, infatti, non dipendeva tanto da nette posizioni ideologiche, da chiari programmi o proposte politiche definite, quanto dal carisma della sua figura, capace di legare a sé persone di estrazione e idee diverse.

Di formazione militare – ascese fino al grado di generale, Peron divenne Presidente per la prima volta il 4 giugno del 1946. Non era la sua prima esperienza politica: aveva partecipato al golpe militare del 1943, divenendo ministro nella giunta. A causa di conflitti con gli altri ministri, fu costretto a dimettersi, ma una rivolta popolare (passata alla storia come ‘rivoluzione peronista’). La sua presidenza fu contraddistinta da un sostegno popolare mai conosciuto prima, grazie anche alla figura della popolarissima moglie, Eva Peron, detta Evita, che lo aiutò sia grazie al di lei carisma, sia alle sue capacità di organizzare e coordinare i vari movimenti che ruotavano attorno alla figura del marito.

La sua Presidenza, che fondeva elementi socialisti, ad altri nazionalisti, corporativisti e popolari, si concluse il 19 settembre del 1955. Pur in un ambito in cui alcune libertà erano limitate (come quella di stampa), Peron continuò a godere di un forte appoggio popolare, ma, la morte della moglie, seguita dall’esclusione dell’Argentina dal Piano Marshall e da alcuni dissidi con la Chiesa Cattolica, misero in crisi la Presidenza peronista. Un tentativo di colpo di Stato convinsero Peron ad abbandonare il Paese, affidato a una giunta militare, per evitare lo scoppio di una guerra civile. La situazione si fece dura: Peron potrà rientrare solo nel 1973, rieletto Presidente. Morirà l’anno dopo.

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