martedì, Aprile 13

Accadde Oggi: Nauru, la Repubblica più piccola del mondo 31 gennaio 1968: Nauru diventa indipendente

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Il 1968 è un anno molto importante per la storia collettiva recente: è un anno chiave per capire i cambiamenti sociali che hanno attraversato il corso del XX secolo e che ancora oggi continuiamo a sentire. Quell’anno, però, spostandoci nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico, fra le piccole e piccolissime isole dell’Oceania, fu particolare: il 31 gennaio 1968, la piccola isola di Nauru ottenne l’indipendenza dall’Australia. Hammer DeRoburt fu il suo primo Presidente e venne più volte rieletto (anche se non consecutivamente).

Oggi, quindi, questa isoletta compie cinquant’anni. Nauru è nota per essere la più piccola Repubblica al mondo (altri Stati più piccoli hanno ordinamenti diversi), il più piccolo Stato extraeuropeo e l’unico senza una capitale, benché il centro amministrativo sia Yaren, con poco più di 630 abitanti. La sua fonte pressoché unica di ricchezza è il fosfato, di cui sull’isola ci sono grandi giacimenti e che permette agli abitanti di questa piccola goccia di terra nell’Oceano (21 km2) di sostentarsi. Tuttavia, questi giacimenti si stanno ormai esaurendo, mettendo in crisi il futuro degli isolani. I 10000 abitanti della piccola isola, infatti, sono prossimi a rimanere senza quello che, da più di cento anni, permette loro di sopravvivere in un’area priva di risorse, non al centro di mete turistiche e disperso nel mezzo del nulla.

La stessa isola, una volta paradiso di biodiversità, è stata rovinata dalla ricerca spasmodica di nuove miniere di fosfato, con grave danno di fauna, flora e clima, mutato a causa dell’eliminazione di molta vegetazione. La vicenda di quest’isola ricorda tristemente quella dell’Isola di Pasqua, piccola isola completamente isolata dal resto del mondo, la cui popolazione ha distrutto la propria vegetazione rimanendo così sola e dispersa nel Pacifico, priva di fonti di sostentamento. Nel video, uno scorcio di Nauru, sperando che i suoi abitanti riescano a trovare un modo per sopravvivere all’esaurimento dei giacimenti di fosfato e iniziare da capo.

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