mercoledì, ottobre 24

Accadde Oggi: Nagasaki, l’altra bomba 9 agosto 1945: lancio della bomba atomica su Nagasaki

0

È il mese di agosto e, come ogni anno, è arrivato il momento di commemorare le vittime dei bombardamenti atomici che hanno posto fine alla Seconda Guerra Mondiale. Il 6 agosto venne colpita Hiroshima e il 9 fu la volta di Nagasaki. L’immaginario collettivo è sempre colpito più dal primo lancio, quella dell’Enola Gay, che sganciò ‘Little Boy’ – questo il nome della prima atomica – sulla città di Hiroshima. Nei tg, nei documentari, nelle ricostruzioni si dà ampio spazio agli effetti distruttivi che hanno annichilito quella città, che hanno distrutto vite umane e che hanno cancellato per sempre la presenza tangibile di migliaia di uomini, donne e bambini. A Nagasaki, in genere, viene riservato un trattamento differente. Oggi ci si occuperà soprattutto di lei.

La città ospitava un porto di importanza strategica e numerose industrie belliche. Nonostante ciò, non fu scelta come obiettivo dall’aviazione degli Stati Uniti: la città designata fu Kokuro ma, a causa delle condizioni meteorologiche, si virò su Nagasaki. Era la seconda volta che Kokuro si salvava così: tre giorni prima le fitte nubi sulla città indirizzarono gli aerei statunitensi su Hiroshima.

Il bombardamento di una seconda città fu reso necessario dalla non resa dell’esercito giapponese, che decise di continuare la guerra nonostante il grande colpo subito con Hiroshima. Il 9 agosto si partì per il secondo bombardamento nucleare: gli aerei virarono alla volta di Nagasaki, anch’essa coperta da nubi. Ma ciò non bastò a salvarla e ‘Fat Man’, come venne ribattezzata la seconda bomba, venne sganciata. La visuale poco chiara non permise alla bomba di cadere nel centro della città, ma a 4 chilometri da dove previsto, riparando così gran parte della città. Gli effetti, tuttavia, furono terribili: 40 mila persone morirono all’istante, alcune delle quali evaporate, ma il computo delle vittime arrivò a 80 mila nei mesi seguenti.

Fu la bomba decisiva. Pochi giorni dopo finì la guerra. Ma rimane la domanda, probabilmente senza risposta: il bombardamento nucleare era necessario?

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore