sabato, Settembre 25

Accadde Oggi: le tragedie dell’Ethiopian Airlines 961 e dell’EgyptAir 648 Due eventi diversi ma con un finale 'tragico'. Un giorno nero per l'aviazione civile mondiale

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Una data tragica quella del 23 novembre per l’aviazione civile. Ben due almeno gli eventi che hanno segnato la storia. Il primo che vogliamo ricordare in questa rubrica è quello del 1996, quando il volo Ethiopian Airlines 961, un Boeing 767-260ER, venne dirottato in volo tra Addis Abeba e Nairobi, mentre eseguiva una tratta del volo di linea Bombay-Addis Abeba-Nairobi-Brazzaville-Lagos-Abidjan.

I dirottatori dell’Ethiopian Airlines 961, almeno tre, di nazionalità etiope, avrebbero voluto giungere fino in Australia per chiedere asilo politico, ma l’aereo, in un tentativo di ammaraggio a causa dell’esaurimento del carburante, si schianto nell’Oceano Indiano, vicino alle Comore, uccidendo 122 dei 172 tra passeggeri e membri dell’equipaggio a bordo. Una tragedia che accadde di fronte alle spiagge delle Comore e a riprenderla furono alcuni turisti.

Dall’indagine emerse che i dirottatori dell’Ethiopian Airlines 961 millantarono la presenza di altri otto complici, ma in realtà ciò non era vero. Inoltre emerse che la bomba, utilizzata per convincere il comandante a seguire le loro istruzioni, in realtà non era altro che una bottiglia di liquore camuffata. Il comandante provò in tutte le maniere a convincere i dirottatori che non c’era a bordo il carburante sufficiente per arrivare in Australia, e arrivò persino ad una colluttazione con alcun idi questi prima del tentativo di ammaraggio, che stava per essere perfetto. Purtroppo il motore toccò per primo l’acqua e fece da perno al mezzo, che si distrusse in tre parti. Molti morirono affogati, ma la vicinanza alla costa (500 metri) fu essenziale per la rapidità dei soccorsi.

Il secondo evento avvenne nel 1985. Il volo EgyptAir 648 diretto da Atene al Cairo venne dirottato da tre terroristi di Abu Nidal e fatto atterrare a Malta. I tre uomini armati facevano parte dell’organizzazione Settembre Nero (guidata da Sabri Al-Banna alias Abu Nidal, morto in circostanze misteriose in Iraq nel 2003). Un’ufficiale di sicurezza uccise il leader dei dirottatori, prima di essere egli stesso ferito insieme a due assistenti di volo. I terroristi chiesero di essere trasportati in Libia od in Tunisia, ma l’apparecchio fu costretto ad atterrare a Malta per il rifornimento. Vennero rilasciate le hostess ferite ed undici donne, ma il Governo maltese non consentì il rifornimento finché tutti i passeggeri non fossero rilasciati. Il leader del commando minacciò quindi di uccidere un ostaggio ogni 10 minuti. I terroristi spararono a cinque passeggeri, tre dei quali sopravvissero. Dall’Egitto giunse l’unità antiterrorismo Saaqa la quale, dopo 22 ore di negoziazione, assaltò l’ aereo provocando la morte di 57 ostaggi e la distruzione dell’ apparecchio. Solo uno dei dirottatori fu catturato vivo.

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