mercoledì, novembre 21

Accadde Oggi: l’assalto al palazzo di giustizia colombiano 6 novembre 1985: la guerra al narcotraffico continua

0

Gli anni Ottanta furono un decennio molto duro per la Colombia. Se la lotta con le FARC era ancora lontana dall’essere risolta, la guerra ai signori della droga era nel pieno del suo svolgimento. E quando si parla di narcotraffico in Colombia, riferendosi a quel periodo, un nome risalta più forte di altri: quello di Pablo Emilio Escobar Gaviria, el Patrón. Quest’uomo, uno dei più grandi criminali della storia che, grazie alle sue attività, era diventato uno fra gli uomini più ricchi al mondo: ancora oggi, a distanza di quasi trent’anni dalla sua fine, vengono ritrovate alcune delle sue ricchezze nascoste sotto terra. Responsabile diretto o indiretto di centinaia, se non migliaia di persone, la sua sinistra grandezza lo ha fatto assurgere a vera e propria icona e leggenda, tanto che sulla sua vita sono stati scritti vari libri e girati numerosi film e serie TV.

Chi ha seguito alcune di queste opere, come ad esempio ‘Narcos’, la serie TV targata Netflix, avrà familiarità con questo avvenimento e con queste immagini. Siamo in Colombia, è il 6 novembre del 1985: Pablo Escobar, il Signore della droga, è al massimo del suo potere ed è iniziata la caccia all’uomo che provocherà migliaia di morti. Al Palazzo di Giustizia di Bogotá è programmata una sessione per discutere sulla legittimità della legge sull’estradizione, che permetterebbe agli Stati Uniti di mettere le mani sul Patrón del narcotraffico colombiano, ma il Movimento 19 Aprile, un gruppo di guerriglieri attacca il Palazzo e, nello scontro con l’esercito, muoiono 115 persone di cui 11 fra i giudici che avrebbero dovuto decidere.

Le responsabilità non sono state mai chiarite, ma i legami fra il Movimento e il Cartello di Medellin sono provati: con ogni probabilità, l’attacco al Palazzo è stato ordinato da Pablo Escobar in persona. Uno dei sanguinosi capitoli della storia criminale del Patrón.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore