martedì, ottobre 23

Accadde Oggi: la tragica fine dell’ ideatore dell’ Apartheid 6 settembre 1966: assassinato Hendrik Verwoerd

0

Le idee non nascono sugli alberi, non crescono sotto terra o non arrivano dal cielo. Sono frutto di una o più menti, derivano dalla sintesi di più esperienze, conoscenze e convinzioni che vengono sintetizzate in un concetto, chiaro, preciso, a volte netto, altre più sfumato. Questo vale per ogni tipo di idea: dalle più innocue alle più innovative, dalle più rivoluzionarie alle più retrive, dalle più positive alle più negative. Dalla non-violenza all’apartheid.

Infatti, dietro alla segregazione razziale che ha avuto luogo nel Sudafrica del XX secolo, ci sono un nome e un cognome: Hendrik Verwoerd. Politico di origine olandese, emigrò in Sudafrica da bambino e divenne parte della (ricca) minoranza boera, irriducibilmente contrapposta a quella inglese. Divenne Primo Ministro nel 1958 e, sotto il suo Governo, si consumò la rottura con la Gran Bretagna, che espulse lo Stato africano dal Commonwealth. La ragione principale di questo strappo fu appunto la politica discriminatoria che prese il nome di apartheid, le cui modalità e i cui principi furono fissati da Verwoerd.

La società immaginata dal Primo Ministro sudafricano prevedeva una totale divisione e incomunicabilità fra le diverse etnie, a ognuna delle quali spettava un ruolo diverso: posizione privilegiata fu assegnata ai bianchi boeri, a capo dell’amministrazione statale, mentre a quelli di origine inglese fu lasciato la gestione degli affari commerciali. Gli asiatici erano destinati al piccolo commercio, mentre i neri erano relegati in entità territoriali poverissime nettamente distinte (i bantustan), poverissime e formalmente indipendenti ma posti sotto il controllo dei bianchi. Erano vietati i matrimoni misti e non era permesso frequentare gli stessi locali.

La vita di Hendrik Verwoerd si concluse tragicamente il 6 settembre del 1966, durante un incontro pubblico a Città del Capo: un impiegato del Parlamento, Dimitri Tsafendas, aggredì e sparò al Primo Ministro, che morì. La società da lui ideata, tuttavia, sopravvisse ancora per qualche decennio.

 

https://youtu.be/zQoeRd9-yJI

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore