sabato, Settembre 25

Accadde Oggi: la sentenza Bosman che ha cambiato il calcio 15 dicembre 1995: la Corte di Giustizia emette una delle decisioni chiave per il mondo del pallone

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Come ogni argomento che si può analizzare nella sua prospettiva storica, anche del calcio si possono fare alcune periodizzazioni, che variano a seconda del parametro che si sceglie: lo si può periodizzare in base a eventi sportivi (i mondiali, ad esempio), in base ai successi della propria squadra del cuore, o alle prestazioni di un determinato campione, ai dettami tecnici e tattici di un allenatore che rivoluzione il gioco. Anche le regole possono determinare un prima e un dopo nella storia del calcio: nel caso di oggi, parliamo di una sentenza, che è stata portatrice di un cambiamento epocale nel modo di intendere il calcio e il calciomercato, segnando per sempre, nel bene o nel male, lo sport più amato dagli italiani.

Il 15 dicembre 1995, infatti, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha emesso la cosiddetta Sentenza Bosman, che permetteva ai calciatori di trasferirsi gratuitamente alla fine del contratto con la propria squadra e riconosceva a quelli comunitari le stesse prerogative dei lavoratori garantite dal Trattati di Roma, potendo così lavorare liberamente in tutti gli Stati dell’Unione Europea. Prima vigevano dei limiti, come quella che permetteva un massimo di tre stranieri per squadra nelle competizioni UEFA. Tutti questi limiti cadevano e i calciatori potevano così circolare liberamente.

Tutto questo grazie a Jean-Marc Bosman, un calciatore belga di livello non eccelso che aveva terminato il suo contratto con il RC-Liegi e voleva trasferirsi alla francese Dunkerque. La squadra francese aveva però già raggiunto il limite di tre calciatori e il Liegi non voleva lasciare il calciatore senza ottenere un compenso economico, benché il contratto fosse scaduto. Bosman, quindi, intentò causa e la vinse. Purtroppo per lui, questa fu l’ultima vittoria della sua carriera da calciatore, vedendosi, a suo giudizio, ostracizzato dal mondo del calcio e oggi vive con un sussidio mensile di soli 570 euro. L’effetto di questa sentenza fu dirompente: l’UEFA dovette eliminare tutte le limitazioni sui calciatori comunitari (applicabili, con qualche modifica, solo agli extracomunitari).

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