domenica, Aprile 18

Accadde Oggi: la Rhodesia si dichiara indipendente 11 novembre 1965: l’antenato dello Zimbabwe diventa indipendente, ma non è riconosciuto

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Kirsty Coventry è una grandissima nuotatrice: il suo palmarés recita, fra gli altri, due ori olimpici, tre ori mondiali, più svariate altre medaglie di ogni tipo, vinte gareggiando i 100 e 200 metri dorso in tutte le competizioni in cui ha partecipato. Sul podio, la si riconosce per i suoi capelli biondi, che incorniciano un volto chiaro, come gli occhi che a stento nascondono l’emozione e l’orgoglio di aver vinto tutte le medaglie olimpiche dal 1980 conquistate dal Paese che rappresenta: lo Zimbabwe. Eh sì: perché Kirsty Coventry è una nuotatrice africana, contrariamente a quanto può apparire a prima vista. Discende da una famiglia di origini europee che, come molti, si sono trasferiti secoli fa nelle colonie africane inglesi e olandesi presenti nel sud del Continente Nero.

La storia dello Zimbabwe è, per certi versi, simile a quello del Sudafrica, e inizia, da stato indipendente, l’11 novembre 1965, con il nome di Rhodesia, dal grande esploratore inglese Cecil Rhodes. Non venne però riconosciuta dall’Inghilterra, perché il governo inglese si era impegnato a non riconoscere l’indipendenza di Stati in cui una minoranza bianca governasse su una maggioranza nera (l’esempio del vicino Sudafrica era a tutti chiaro) a meno che la Rhodesia non promulgasse una Costituzione antisegregazionista. In Rhodesia vigeva una forte differenza fra bianchi e neri che, contrariamente al Sudafrica, non aveva basi razziali, ma economiche,  motivo per cui non è raro vedere nelle immagini d’epoca l’esercito rhodesiano composto sia da bianchi che da neri.

I 15 anni di vita della Rhodesia furono molto difficili: in pressoché totale isolamento diplomatico (una mozione dell’ONU impediva di avere rapporti con essa, sebbene Israele, il Portogallo di Salazar e altri, fra cui, parzialmente, gli Stati Uniti), la Rhodesia fu costretta a combattere una guerriglia continua contro gli schieramenti finanziati dall’Unione Sovietica, fra cui uno guidato da Robert Mugabe (che non è parente dell’attuale Presidente dello Zimbabwe: è proprio lui).

Nel 1980 finì la storia della Rhodesia e iniziò quella dello Zimbabwe, con a capo Robert Mugabe, che, nel frattempo, aveva preso il potere. La popolazione bianca, negli ultimi decenni, si è drasticamente ridotta, tanto che esiste un ‘Governo della Rhodesia in Esilio’ che si prefigge lo scopo di tutelare i diritti di coloro che si sentono perseguitati dal leader zimbabwese, ma ciò non ha impedito Kirsty Coventry (che pure vive fuori dalla sua terra, in polemica con il suo Governo) di gareggiare per la propria amata terra.

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