lunedì, Ottobre 25

Accadde Oggi: la Nuova Zelanda ha due inni 21 novembre 1977: ‘God defend New Zealand’ diventa il secondo inno neozelandese

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La scorsa settimana, il Parlamento italiano ha finalmente reso l’’Inno di Mameli’ l’inno ufficiale della nostra Repubblica: il ‘Canto degli Italiani’ (questo il titolo originale), opera di Goffredo Mameli e Michele Novaro ai tempi del Risorgimento Italiano, era stato adottato nella storia repubblicana sin da subito, già dal 1946, ma era da allora considerato solo provvisorio. Settantun anni dopo è stato promosso e ha ricevuto tutti i crismi dell’ufficialità con la ratifica parlamentare.

In Nuova Zelanda, invece, le cose sono andate diversamente: il secondo Stato più grande d’Oceania, infatti, ha ufficializzato il proprio inno già quarant’anni fa, il 21 novembre 1977, annunciato dall’allora Ministro degli Esteri neozelandese Alla Highet. Ma c’è una piccola particolarità: la Nuova Zelanda non ha un solo inno nazionale, ma ne ha ben due. Al tradizionale ‘God save the Queen’ (ricordiamo infatti che la Nuova Zelanda appartiene al Commonwealth, per cui formalmente la Regina Elisabetta ne è il Capo di Stato) è stato affiancato ‘God defend New Zealand’, da scegliere a seconda delle occasioni. Quest’ultimo inno, il cui testo è stato scritto da Thomas Bracken nel 1870, mentre la musica è opera di John Joseph Wood, è inoltre molto particolare: la prima metà viene cantata in lingua maori e prende il titolo di ‘Aotearoa’ (che significa ‘la terra dalle lunghe nuvole bianche), mentre solo nella seconda parte diventa effettivamente ‘God defend New Zealand’.

Nel video possiamo apprezzare l’inno in tutta la sua bellezza, cantato in occasione della finale della Coppa del Mondo di rugby del 2011, prima della celeberrima e tradizionale ‘haka’, la danza tradizionale maori, della nazionale degli All Blacks. Per la cronaca, i neozelandesi vinsero quel mondiale, che si giocò in casa, sconfiggendo di misura la Francia con il risultato di 8 a 7, permettendo così agli All Blacks di vincere il loro secondo titolo iridato della storia.

 

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