martedì, ottobre 23

Accadde Oggi: l’ ultimo re Zulu 28 agosto 1879: catturato Cetshwayo, ultimo re Zulu

0

Conosciamo poco della storia dei popoli africani. Generalmente, le loro vicende non trovano spazio nei programmi scolastici perché il tempo, si sa, è tiranno, e si preferisce dare spazio alla storia più vicina all’Occidente. Inoltre, la mancanza di fonti scritte e le vicende che si sono succedute sul continente nero rendono difficile la ricostruzione del passato dell’Africa. Quello che si sa è dovuto, generalmente, alle cronache dei colonizzatori europei che, tuttavia, erano perlopiù interessati alle possibilità di affari e di sfruttamento delle risorse locali che alla salvaguardia delle tradizioni delle popolazioni autoctone. La tratta degli schiavi ha inoltre distrutto il tessuto sociale ed economico di vaste zone dell’Africa centrale, mentre il fenomeno imperialistico ha assoggettato il continente intero, spartendolo, come una preda, spolpata da cacciatori affamati. E fu così che molto di quello, che era sopravvissuto alle scorribande europee dei secoli precedenti, conobbe il suo fatale epilogo.

Nel vorace tritatutto della Storia è dovuto passare anche il trono degli Zulu, popolo abitante il Sud del continente africano. La zona dell’attuale Sudafrica era, nel XIX secolo, occupata da inglesi e boeri, in guerra fra loro. Il re Zulu Mpande aveva due figli, Cetshwayo e Mbuyazi, che si contesero il trono. Vinse il primo che, alla morte del padre, venne incoronato re. Era il 1872.

Il suo regno durò sette anni e si concluse il 28 agosto 1879, quando, nel corso della Prima Guerra Zulu, venne catturato dagli inglesi: il territorio sotto il controllo di Cetshwayo fu suddiviso in quattordici piccoli regni, di fatto sotto il controllo inglese. Si concludeva così la storia della monarchia Zulu come popolo libero, iniziando quella alle dipendenze degli inglesi. L’ex re, liberato e messo a regnare uno dei piccoli regni costituiti dai britannici, morì nel 1884, probabilmente avvelenato. Il suo popolo gli sopravvisse, ma avrebbe dovuto sopportare, nei decenni seguenti, le politiche discriminatorie di quello che sarebbe poi diventato il Sudafrica.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore