sabato, novembre 17

Accadde Oggi: l’ ombrello bulgaro 7 settembre 1978: lo scrittore dissidente Georgi Markov viene avvelenato

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Georgi Markov era uno scrittore bulgaro, autore di romanzi e opere teatrali. Fu costretto a emigrare a Londra, perché in contrasto con il regime comunista filosovietico di Todor Zhivkov. a quei tempi vigente a Sofia. In Inghilterra si reinventò giornalista e lavorò nelle emittenti televisive e radiofoniche europee, alcune delle quali contribuì a fondare. Dal cosiddetto ‘mondo libero’, continuò, incessante, la sua opera di contrasto al regime bulgaro.

Il 7 settembre del 1978, Markov si stava recando alla sede della BBC, per una giornata di lavoro come tante altre. Sovrappensiero, si scontrò con un uomo, che recava in mano un ombrello. Tutto normale, può capitare. Che strano, però, quel bruciore, proprio dove l’ombrello, apparentemente per sbaglio, aveva colpito lo scrittore. E quelle vampate di calore, più tardi, a lavoro. Sarà febbre: può succedere, il clima inglese, con le sue piogge improvvise, può portare anche a questo. Ma non sembra qualcosa di passeggero: la sera Markov è costretto ad andare all’ospedale. I medici sospettano che possa trattarsi di avvelenamento. Troppo tardi: quattro giorni dopo, Georgi Markov morì.

Nel suo corpo venne ritrovato una sorta di proiettile di piccolissime dimensioni. Al suo interno, non si trovò polvere da sparo, ma ricina, un veleno potentissimo, in grado di uccidere l’uomo anche se assunto in quantità minime. Infatti, i sintomi da avvelenamento da ricina sono molto simili a quelli di una banale influenza, impedendo quindi di intervenire tempestivamente con rimedi efficaci.

È stato un omicidio. Arma del delitto fu, secondo le ricostruzioni, proprio quell’ombrello che, opportunamente modificato, era stato utilizzato per colpire ‘inavvertitamente’ lo scrittore. I sospetti caddero immediatamente sui servizi segreti bulgari, il KDS, probabilmente coadiuvati dal KGB. Responsabile materiale dell’assassinio fu, secondo alcune interpretazioni, un danese di origini italiane, Francesco Gullino, che lavorava per i servizi segreti bulgari.

A oggi, l’effettiva responsabilità di Gullino non è stata confermata e l’ombrello incriminato non è stato ritrovato. L’assassinio di Georgi Markov rimane uno dei più misteriosi della storia del XX secolo.

 

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