lunedì, dicembre 17

Accadde Oggi: Iqbal,il sindacalista bambino 16 aprile 1994: viene ucciso Iqbal Masih, bimbo attivista

0

Ci sono persone che vivono molti anni, ma che a stento riescono a fare la differenza per se stessi e poi c’è chi, come Iqbal Masih, vive solo 12 anni, eppure riesce a cambiare il mondo.

Chi era questo bambino? Nato in Pakistan, da famiglia cristiana, Iqbal è stato costretto sin da subito a fare i conti con la durissima realtà del suo luogo di nascita. Già a quattro anni va a lavorare in una fornace, per poi essere comprato da un fabbricante di tappeti: la propria famiglia non aveva i soldi per mantenerlo. Ebbene sì: il piccolo Iqbal ha dovuto capire sulla sua pelle le storture e la brutalità dello sfruttamento del lavoro minorile. Ogni bambino, nel pieno della crescita, ha bisogno di vivere in un ambiente sano e protetto: Iqbal non ha potuto e, denutrito, il suo fisico non ha subito serie ripercussioni. E così crebbe: incatenato, fra le percosse fisiche del padrone, costretto a lavorare per oltre dieci ore al giorno.

Nel 1992 riuscì a scappare e a partecipare, con altri bambini, alla manifestazione organizzata in sostegno di una legge che limitasse il lavoro minorile, poi approvata quell’anno, e da qui cominciò la sua vita da attivista per i diritti dei minori lavoratori: si rifiutò di lavorare per la fabbrica di tappeti presso cui era stato fino ad allora sfruttato e abbandonò il suo paese. Iniziò a studiare e, nel 1993 viaggiò per tutto il mondo, facendosi portavoce dei diritti dell’infanzia, combattendo quella piaga di cui egli stesso era stato vittima: partecipò al boicottaggio dei tappeti pakistani, che egli stesso in passato era stato obbligato a produrre. Sulla scia della sua attività, il governo pakistano varò numerosi provvedimenti volti a contrastare questa piaga, tanto che molte fabbriche di tappeti che si avvalevano di manodopera infantile furono chiuse.

Il 16 aprile 1994 era Pasqua e, da buoni cristiani, Iqbal e la sua famiglia si erano riuniti per festeggiarla. Quel giorno, Iqbal perse la vita: fu ritrovato morto, in circostanze che ancora oggi appaiono misteriose. Qualcuno crede che, dietro la sua morte, possa esserci la ritorsione di quei venditori di tappeti che il bambino, da solo, era riuscito a fermare.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore