sabato, Maggio 8

Accadde Oggi: invasione nel Parlamento della Georgia 22 novembre 2003: la manifestazione antigovernativa giunge al centro del potere

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Eduard Ševardnadze era, a cavallo fra anni ’90 e primi anni 2000, il signore incontrastato della politica in Georgia, l’ex repubblica sovietica. Ex dirigente del Partito Comunista dell’URSS, diventò Presidente della Georgia nel 1995, guidando il proprio partito, l’Unione dei Cittadini della Georgia.

Nel 2003 si tennero le elezioni e il suo partito ottiene la maggioranza dei voti: tuttavia, c’è chi non è d’accordo con l’esito delle votazioni, accusando, con il supporto di un ampissimo strato della popolazione, il Presidente neoeletto di aver pilotato le elezioni e quindi di aver vinto grazie a brogli elettorali. Nei primi giorni di novembre di quell’anno iniziarono in tutta la Georgia delle manifestazioni pacifiche per contestare questo esito: Mikheil Saakašvili e Nino Burjanadze, i leader del partito conservatore e filoeuropeo Movimento Nazionale Unito (Ertiani Natsionaluri Modzraoba, ENM), guidavano queste manifestazioni, che culminarono il 22 novembre 2003 con l’ingresso in Parlamento dei manifestanti.

Il giorno dopo, Ševardnadze fu costretto a dimettersi. Questo movimento passò alla storia come ‘Rivoluzione delle Rose’ e si innestò nel quadro delle cosiddette ‘Rivoluzioni Colorate’, che coinvolse molti Stati nati dalla dissoluzione del gigante sovietico (la più famosa delle quali fu probabilmente la ‘Rivoluzione Arancione’, in Ucraina, guidata da Viktor Juščenko). La rosa è il simbolo della nazione georgiana e la bandiera adottata dal movimento di Saakašvili era la ‘bandiera delle cinque rose’, risalente a 500 anni prima e raffigurante una grande croce rosata al centro e quattro piccole nei quattro rettangoli ai lati, su campo bianco.

Questa bandiera venne poi adottata come bandiera ufficiale della Georgia quando Saakašvili, alle elezioni del 2004, venne eletto Presidente con una maggioranza schiacciante. Il cambiamento di bandiera creò polemiche: molti non ritennero democratico l’aver adottato una bandiera di un movimento come bandiera nazionale. Nel video, uno di quei concitati momenti di quel movimentato 2003 in Georgia.

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