lunedì, Ottobre 18

Accadde Oggi: il nuovo volto della Persia 12 dicembre 1925: Reza Pahlavi è il nuovo Scià

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Il Novecento è un secolo in cui è davvero cambiato tutto. È come se la Storia ha subito una repentina accelerazione e, un po’ come capita per i computer, ha bisogno di un aggiornamento obbligatorio, per reggere i nuovi programmie per non bloccarsi. Quanti non sono riusciti a stare dietro ai cambiamenti, imposti da questo sviluppo dal ritmo frenetico, sono rimasti impantanati nelle retrovie. Organismi politici secolari come l’Impero russo, l’ottomano, l’asburgico e il prussiano scompaiono, altri sono rimasti in vita ma devono subire un duro processo di adattamento al nuovo corso degli eventi causato dal Primo dopoguerra. Sono anni intensi. Il cambiamento, poi, non fa sempre rima con miglioramento: è in questo periodo che si diffondono le dittature e i regimi autoritari.

Anche la Persia si trova a dover fare i conti con questa fase. Dopo la fine della Grande Guerra – a cui non ha partecipato – l’antico impero attraversa un periodo di crisi, fra le pretese britanniche di imporre un protettorato sull’area e la presenza sovietica a nord del Paese. Reza Pahlavi è un ufficiale dell’esercito persiano che, divenuto generale, approfitta delle difficoltà in cui versa il Paese per organizzare un colpo di Stato: riesce a occupare Teheran e a far dimettere il Governo.

Da capo dell’esercito e ministro della Guerra, ha intenzione di far vivere alla Persia una grande fase di modernizzazione. A tale scopo, accentra su di sé i vari poteri: da quello di Primo Ministro fino ad assumere la corona. Lo Scià Ahmad Qajar fu costretto a lasciare il trono e il 12 dicembre del 1925 a Reza Pahlavi fu affidata dal Majles – il parlamento persiano – la carica monarchica. La Persia subì un intenso processo di riforme, non privo di difficoltà e ostacoli: metodi autoritari e un tentativo di allontanamento del clero pesarono sul suo regno, che durò fino al 1941, quando fu costretto ad abdicare da pressioni internazionali, per le accuse di una presunta vicinanza alla Germania nazista. Morì nel 1944.

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