sabato, ottobre 20

Accadde Oggi: il controverso Kadyrov 5 ottobre 2003: eletto Akhmat Kadyrov presidente della Cecenia

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La capitale della Cecenia è Groznyj. La maggioranza degli abitanti della città tifano per la squadra di calcio locale, che milita nella Serie A russa (la Prim’er Liga) e che fino all’anno scorso si chiamava Terek Groznyj: infatti, ha di recente cambiato nome e oggi si chiama Akhmat Groznyj. A che cosa è dovuta questa decisione? A ragioni legate alla politica e alla storia recente della Repubblica autonoma di Cecenia. Istituita dopo la seconda guerra cecena, il 5 ottobre 2003 la popolazione della Repubblica autonoma ha eletto, con una votazione molto contestata, il suo primo Presidente: il suo nome era Akhmat Kadyrov, in cui onore è stata rinominata la squadra.

Nato nell’allora Repubblica sovietica kazaka, Akhmat Kadyrov è una figura molto controversa, con più di un’ombra a gravare nel suo passato. Di religione islamica, imbraccia le armi nel corso della prima guerra cecena scoppiata nel 1995. Kadyrov si schiera a fianco dei separatisti, guidati dall’allora Presidente della regione cecena Dzhokhar Dudayev. Le violenze che si perpetrarono durante quegli anni furono molte e Kadyrov fu tra gli assoluti protagonisti. I separatisti ceceni proclamarono l’indipendenza dello Stato di Ichkeria, di cui Kadyrov divenne Gran Muftì.

Allo scoppio della seconda guerra cecena, Kadyrov abbandonò il fronte separatista, per avvicinarsi alla Russia: riteneva che la sua vecchia lotta fosse stata strumentalizzata per fini esclusivamente religiosi e che si era quindi perso il carattere nazionalista. Abbandonò i gruppi separatisti, ma i suoi ex alleati non si dimenticarono di lui e il suo avvicinamento a Putin, che nominò Kadyrov a guida temporanea della regione cecena. Il primo attentato fallì pochi mesi prima dell’elezione a Presidente, mentre il secondo andò a segno: il 9 maggio del 2004 morì, durante una manifestazione in corso nel vecchio stadio dell’allora Terek Groznyj, insieme a un’altra decina di persone (comprese due membri della sua milizia personale, ex separatisti anche loro). Non gli venne mai perdonato il tradimento e le politiche filorusse intraprese nella sua breve e controversa presidenza.

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