lunedì, Ottobre 18

Accadde Oggi: giorno di secessioni, fallite e riuscite 21 maggio 1994; 2006: la fallita secessione in Yemen e referendum per l’indipendenza in Montenegro

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Se gli indipendentisti catalani volessero guardare al passato per trovare un’ispirazione su quello che è il loro obiettivo, non riuscirebbero a trovare una risposta soddisfacente. Sono tanti i casi passati di secessioni, molte delle quali fallite e altre invece conclusesi con un esito favorevole. Il 21 maggio è un giorno particolarmente propizio per le secessioni, poiché negli ultimi decenni ci sono almeno due casi: il primo risale al 1994, mentre il secondo al 2006.

Il primo, fallito, riguarda un tentativo di secessione della Repubblica Democratica Popolare dello Yemen, che corrispondeva territorialmente all’ex Yemen del Sud, unitosi a quello del Nord nel 1989. Il 21 maggio si accesero gli scontri per la creazione di una nuova entità statale yemenita, nel contesto di quella che era la guerra civile dello Yemen del 1994. Gli scontri si protrassero per qualche settimana, finché il 7 luglio le forze governative non presero Aden, capitale dello Stato e città sede delle forze ribelli.

Il secondo caso, invece, è quello del Montenegro. Nel 2006, quello che era rimasto della disgregazione della Jugoslavia era unito nella Federazione di Serbia e Montenegro, ma il ‘partner di minoranza’ era percorso da spinte centrifughe, che si concretizzarono nel referendum per l’indipendenza. La partecipazione fu altissima (oltre l’85%) e prevalsero i sì, ma con il 55,5% delle preferenze, solo lo 0,5 in più rispetto alla quota concordata con la comunità internazionale per rendere valida l’indipendenza. A decidere dei destini di uno Stato furono i voti di 2300 persone. Il Montenegro, acquisito il risultato, dichiarò la propria indipendenza, immediatamente riconosciuta dalla Serbia e dal resto dell’Europa e del mondo.

Quale lezione traggono gli indipendentisti catalani da questi casi? Probabilmente nessuna, se non che una volta intrapresa questa strada, non c’è nessun percorso predefinito e nessuna pagina finale già scritta; che il dialogo è preferibile allo scontro e che senza il consenso internazionale non si va da nessuna parte.

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