martedì, Aprile 20

Accadde Oggi: Esperanto, la lingua della pace 26 luglio 1887: Zamenhof pubblica il primo libro di esperanto

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L’episodio della Torre di Babele è fra i più noti della Bibbia. Gli uomini osarono sfidare Dio e quest’ultimo, per punizione, li fece parlare lingue diverse, in modo che non potessero più comunicare fra loro. Non comprendersi significa creare barriere, il che porta a diffidenze, scontri e, infine, a conflitti e guerre. Qualcosa che Ludwik Lejzer Zamenhof, oftalmologo e linguista, voleva combattere a ogni costo.

Era polacco, cresciuto in una famiglia ebrea, in una città della Russia imperiale. Viveva a contatto con gente di religione, etnia e nazionalità diversa: a quei tempi non erano rare le persecuzioni contro gli ebrei. Sapeva che cosa volesse dire il conflitto, lo scontro fra etnie. Studiò e visse in giro per l’Europa, dove imparò varie lingue. Chissà se aveva in mente l’episodio della Torre di Babele quando si mise a progettare la Lingua Universale, ossia quella che avrebbe in seguito preso il nome di esperanto.

Nei piani dell’oftalmologo polacco, questa lingua sarebbe dovuta diventare la lingua franca per tutte le popolazioni del mondo: un idioma facile da imparare e comprensibile a tutti avrebbe ridotto le causa di conflitto, fino a cancellare del tutto le guerre. Era un sogno molto utopistico, è vero, ma Zamenhof non smise mai di credere al suo sogno. Oggi è una data importante per gli esperantisti: il 26 luglio 1887 l’oftalmologo pubblicò il suo ‘Lingua Internazionale del dottor Esperanto’, meglio noto come ‘Unua Libro’, che in esperanto significa ‘Primo Libro’.

Il libro pose le basi per una lingua che, ancora oggi, raccoglie milioni di appassionati: di essa si apprezzano la facilità di apprendimento (essendo una lingua artificiale, non possiede eccezioni) e il fatto di essere propedeutica a tutte le altre lingue.

Certo, il sogno di Zamenhof è ancora lontano dal realizzarsi, ma se esiste, la speranza di un mondo pacifico è scritta in lingua esperanto.

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