domenica, Ottobre 17

Accadde Oggi: California, prepararsi al Big One 17 ottobre 1989: terremoto di Loma Prieta

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La West Coast degli Stati Uniti è stata, nella giovane epica americana, incarnazione geografica di quel concetto filosofico e psicologico della ‘frontiera’. Chi, dal Vecchio Continente o anche dalla East Coast, avesse voluto ricominciare da zero, trovare nuovi significati per la propria esistenza o magari scappare da situazioni di difficoltà che lo costringevano a una vita di privazioni poteva partire verso ovest. “Go West, young man” è il motto che, attribuito a Horace Greeley, meglio incarna il concetto di Manifest Destiny, l’inarrestabile destino che rende eccezionale il popolo americano, responsabile nella sua missione civilizzatrice del mondo.

Ancora oggi, per certi versi, la California è la frontiera per eccellenza. I migliori laboratori di ricerca scientifica universitaria, le aree più specializzate in ambito informatico e telematico (si pensi alla Silicon Valley), ma anche i più famosi centri di produzione cinematografica spingono ogni anno migliaia di persone a cercare la propria fortuna in queste aree degli Stati Uniti. Tutto questo, nonostante il pericolo, definito incombente dagli esperti, di un catastrofico evento sismico entro il 2035: il Big One.

Quella di convivere con questo pericolo è un’idea a cui tutti i californiani sono abituati da sempre. Da tempo si preparano per sopravvivere a quello che si appresta a essere uno dei terremoti più devastanti di sempre. La faglia di San Andreas è diventata sinonimo di distruzione. Probabilmente a questo pensavano gli abitanti di San Francisco, quando, il 17 ottobre del 1989 la terra iniziò a tremare: era il terremoto di Loma Prieta, la cima più alta delle montagne di Santa Cruz, nei pressi della baia della famosa città californiana. Fu un sisma dagli effetti devastanti: 10000 sfollati, quasi 4000 feriti e 63 vittime – che sarebbero potute essere di più. I rilevatori hanno registrato un sisma del 7° della scala Richter, che ha fatto tremare la terra per circa 15 secondi. Ma il Big One si appresta a essere ancora più potente.

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