mercoledì, Aprile 14

Accadde Oggi: Burj al-Arab, inaugurazione del lusso 1 dicembre 1999: si inaugura il Burj al-Arab, albergo a sette stelle a Dubai

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Chi di noi non ha mai sognato di trascorrere una vacanza in un hotel a cinque stelle? Tutti, almeno una volta nella vita, l’abbiamo fatto: immaginare di svegliarsi in una stanza di lusso, dopo aver dormito su un letto king size, partecipare a una colazione con ricchissimo buffet, rilassarsi nelle spa più esclusive del mondo: lussi riservati a poche tasche. Se è difficile per molti di noi solo immaginare di poter vivere questa opulenta esperienza, figuriamoci cosa vorrebbe dire pensare di passare qualche notte al Burj al-Arab di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, un albergo a sette stelle.

Alta 321 metri, facendola essere il quarantottesimo edificio più alto al mondo (il terzo, se ci limitiamo a considerare solo gli alberghi), la ‘Torre degli Arabi’ (questo il nome tradotto in italiano) presenta 202 camere, molte delle quali disposte su due piani (la più grande ha una metratura di 780 metri quadrati) con prezzi che possono variare da un minimo di 600 € a notte a un massimo di 9000. Sono presenti, fra le altre cose, una boutique e 3 ristoranti, di cui uno sottomarino e uno all’ultimo piano che permette ai clienti di godere della vista del Golfo di Dubai.

Ebbene, il 1 dicembre del 1999, dopo cinque anni di lavoro e oltre mezzo milione di dollari di investimento, il Burj al-Arab è stato fastosamente inaugurato. Nel video, possiamo vedere quello che le nostre tasche non possono permetterci di farci assaporare dal vivo: che invidia! E pensare che, un tempo, in queste zone c’era solo deserto: la scoperta del petrolio, unita a una visione imprenditoriale molto ambiziosa e determinata, hanno trasformato quello che un tempo era un inferno di sabbia in un paradiso di ricchezza. Dubai è ora considerata la New York del Golfo e vuole proporsi anche come meta culturale, come dimostra l’inaugurazione del cosiddetto ‘Louvre del Mondo Arabo’, il primo museo universale di queste aree. Gli emiri pensano in grande: c’è da aspettarsi che non sia finita qui.

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