domenica, Ottobre 24

Accadde Oggi: Azerbaigian, Ecilbay Presidente 7 giugno 1992: il primo Presidente non comunista vince le elezioni

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Quando si parla di ex Stati sovietici, subito si pensa all’Ucraina o alla Bielorussia e quasi mai ci si ricorda degli altri, quelli più distanti dalla storia europea, come la Georgia o l’Azerbaigian. Proprio quest’ultimo è protagonista della rubrica di oggi: infatti fu il primo Stato a liberarsi della presenza militare russa, dopo le tre Repubbliche baltiche di Lettonia, Estonia e Lituania. A dimostrazione di ciò, il 7 giugno 1992, Abulfaz Ecilbay venne eletto Presidente della Repubblica d’Azerbaigian, il primo capo di Stato a non avere un passato comunista.

Vincitore con il 54% dei voti, in una tornata elettorale che prevedeva sette candidati, Ecilbay si era affermato in un momento difficile per il Paese, coinvolto nell’annoso conflitto con l’Armenia per il Nagorno-Karabakh, un’area a maggioranza armena all’interno dei confini azeri, proclamatasi indipendente. In quel periodo concitato, vi fu un tentativo di colpo di Stato orchestrato dall’ex Presidente Mutalibov, comunista, che venne debellato. Come reazione, Ecilbay – che in azero significa ‘nobile messaggero’ – si impose alle elezioni. Di vocazione occidentalista, cercò sempre la vicinanza con i Paesi turcofoni, come testimoniò l’appoggio ottenuto dai movimenti nazionalisti turchi.

La vicenda del Nagorno-Karabakh, che giocò a favore della sua elezione, si ritorse contro il Presidente Ecilbay già nel 1993. Le sconfitte militari ottenute in quel complicato territorio, oltre all’aleggiante clima di corruzione che circondava il suo partito, fu costretto a fuggire. Il potere venne preso da Heydar Aliyev, confermato con il 99% delle preferenze alle elezioni presidenziali successive. Era finita subito l’avventura del primo Presidente non comunista dell’Azerbaigian, che tornò, tuttavia, nella politica attiva nel 1997, rientrando nella capitale Baku per unirsi all’opposizione, ma anche questa sua seconda vita non durò molto e finì con l’accusa di aver sostenuto forze sediziose. Morì ad Ankara nel 2000, probabilmente a ulteriore riconoscimento del suo forte e mai nascosto sentimento panturco.

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