sabato, novembre 17

Accadde Oggi: apocalisse in Tagikistan 21 agosto 1992: lanciato l’allarme di carestia in Tagikistan

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Un argomento che si è spesso trattato in questa rubrica è la dissoluzione dell’Unione Sovietica. L’ex Urss era composta da un grande numero nazioni diverse, molte delle quali si sono organizzate in forma statuale. Il crollo della superpotenza ha dato il la alla nascita (o rinascita) di molti Stati: alcuni di grande tradizione, altri alla propria prima volta. Uno di questi Stati fu il Tagikistan. Tuttavia, una volta resosi indipendente, il nuovo Stato tagiko ha attraversato un periodo molto difficile.

Il Tagikistan, con capitale Dušanbe, è uno Stato di quasi 7 milioni di abitanti. A maggioranza musulmana, ospita al suo interno minoranze uzbeke, yaghnobi e russe. È indipendente dal 1991, ma i suoi primi anni di vita si rivelarono molto duri. Apocalittici, verrebbe da dire. Perché sì: le sventura dei  Cavalieri dell’Apocalisse si sono materializzate in Tagikistan, in quei difficili anni.

Il 21 agosto del 1992, infatti, la Croce Rossa lanciò l’allarme della presenza di una profonda carestia (cavallo nero dell’Apocalisse) che colpiva lo Stato tagiko, annunciando che l’emergenza coinvolgeva, oltre alla popolazione locale, anche il vicino Uzbekistan. La richiesta era molto semplice: l’affamato Tagikistan e il povero Uzbekistan necessitavano di supporto economico internazionale.

Il Tagikistan, inoltre, era costretto ad affrontare un’altra sfida dura: la guerra civile (cavallo rosso). Il Partito Islamico per la Rinascita, nato in clandestinità durante il regime sovietico e responsabile di disordini e attentati, si scontrò pesantemente con il Partito Democratico. La vicenda degenerò e si arrivò dunque allo scontro armato, con centinaia di morti (cavallo verdastro), una vera e propria pulizia etnica, con la fuga di centinaia di tagiki dal proprio Stato d’origine.

L’ultimo cavallo cavalcato dai Cavalieri dell’Apocalisse è quello bianco, ma c’è incertezza su quale sia il suo significato. Secondo alcuni, potrebbe rappresentare una forza benefica: l’augurio è che, in tal caso, prima o poi scenda sul popolo tagiko e gli garantisca la pace che, ancora oggi, stentano a trovare del tutto.

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