sabato, Ottobre 23

Accadde Oggi: Angola, fine dell’Operacion Carlota 10 gennaio 1989: le truppe cubane si ritirano dal Paese africano

0

La Storia è una materia, di suo, ostica: tanti fatti da ricordare, troppe date, relazioni causa-effetto potenzialmente infinite. Tuttavia, si ha l’illusione che, certo, la Storia dei secoli precedenti al Novecento sia molto più difficile da conoscere: sul XX secolo abbiamo visto molti documentari, tantissimi film, magari abbiamo la testimonianza diretta di qualche parente o conoscente… Insomma, se conoscere tutta la Storia è di fatto impossibile, conoscere quella del Novecento lo è un po’ di meno.

Eppure, per quanto si possa essere esperti e cultori del XX secolo, anche questo non finisce mai di nascondere, nelle sue pieghe più recondite, alcuni avvenimenti che non conoscevamo. Per esempio, nel 1975 in Angola, appena resasi indipendente dal Portogallo, si instaurò un regime monopartitico comunista guidato dal MPLA, partito marxista-leninista angolano, guidato dal Presidente Agostinho Nieto. Scoppiò, così, nell’ex colonia portoghese una guerra civile, che vide contrapposti il MPLA e l’UNITA, il partito unitario angolano. I due movimenti erano sostenuti dagli alleati internazionali: per il MPLA l’Unione Sovietica e Cuba, per l’UNITA gli Stati Uniti e il Sudafrica.

Insomma, uno dei tanti casi in cui la Guerra Fredda fra il blocco comunista e quello capitalista si concretizzava in uno scontro ben più ‘caldo’. La guerra civile angolana durò per lunghi anni: iniziò nel 1975 e si concluse ufficialmente nel 2002, ma una fase importante di essa ebbe fine, ovviamente, con la fine della Guerra Fredda, nel 1991. Già qualche tempo prima, il 10 gennaio 1989, le truppe cubane iniziarono a lasciare l’Africa, ponendo così fine a quella che Cuba aveva rinominato ‘Operaciòn Carlota’, di cui, nel video, possiamo vedere alcune immagini riprese da parte cubana. La guerra civile angolana fu più forte della Guerra Fredda: 27 anni dopo il suo inizio, fra momenti più duri e altri più distesi, il conflitto poté dirsi concluso con la vittoria del MPLA.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->