domenica, Settembre 19

Accadde Oggi: Alpi e Hrovatin, morti a Mogadiscio 20 marzo 1994: vengono uccisi Ilaria Alpi e Miran Hrovatin

0

Miran Hrovatin è stato un cineoperatore triestino appartenente alla minoranza slovena. Aveva dodici anni quando, a Roma, vedeva la luce Ilaria Alpi, sua futura e ignara compagna di lavoro. Le loro vite trascorrevano normali, ognuna con le proprie gioie, dolori, ambizioni. Ilaria, per esempio, era molto portata per le lingue: nel corso degli anni, imparò l’inglese, il francese e l’arabo. Miran, invece, bilingue di nascita, era esperto di fotografia, tanto che quella sua passione divenne il suo lavoro. Avevano una cosa in comune, queste due persone apparentemente così diverse: il giornalismo.

Ognuno dei due iniziò a lavorare in questo ambito, a seconda delle proprie inclinazioni, per cui Miran si ritrovò a lavorare per una emittente locale di Trieste e Ilaria, in virtù della sua conoscenza dell’arabo, come corrispondente dal Cairo per Paese Sera. Finché, per entrambi, non arrivò la chiamata in Rai.

I due si trovavano insieme a lavorare per il TG3 come inviati in Somalia, a seguire la missione di pace ‘Restore Hope’, coordinata dall’ONU e finalizzata a gestire la difficile situazione presente in terra somala in seguito alla fine della guerra civile. Povertà, carestia, violenza: il perfetto terreno per far ricadere la Somalia nella guerra civile. E fu così che Ilaria e Miran si ritrovarono in quel posto.

Lavoro ce n’era e, andando a fondo, i due vennero a indagare su un traffico di rifiuti tossici che, con la complicità degli Stati europei (e con un ruolo dei nostri servizi segreti), venivano disseminati in Africa in cambio di tangenti e armi.

Evidentemente, ci fu chi decise che questo fosse un caso troppo scottante per essere approfondito. Ecco perché, durante una normale giornata di lavoro, Ilaria Alpi e Miran Hrovatin vennero assassinati alla luce del giorno: era il 20 marzo 1994. Oggi, a ventiquattro anni da quel duplice omicidio, ci sono ancora tanti lati oscuri, ma una cosa è chiara: Ilaria Alpi e Miran Hrovatin sapevano fare dannatamente bene il proprio lavoro.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->