venerdì, Luglio 30

Accadde Oggi: addio Persia, benvenuto Iran 21 marzo 1935: la Persia diventa Iran

0

Che fine ha fatto la Persia? Sfogliando i libri di storia, a partire dalle prime pagine dell’età antica, troviamo sempre l’impero persiano fra i protagonisti delle vicende storiche: dalle guerre persiane contro il mondo greco, ai conflitti dell’impero romano contro i famigerati Parti (i persiani, appunto), unico popolo a non venire mai sconfitto dai dominatori del mondo antico, fino alle complesse vicende del mondo medievale e moderno, con il succedersi di varie dominazioni musulmane: gli arabi omayyadi prima e i turchi poi. A questo periodo seguì il ritorno dell’Impero con l’arrivo dei Safavidi, che inaugurarono una nuova dinastia.

Venne instaurato così l’ultimo impero persiano, che rese la Persia uno Stato sciita. Il nome rimase fino al 21 marzo 1935, quando lo shah (imperatore) Reza Pahlavi non cambiò il nome del proprio impero da Persia a Iran. Un nome nuovo, antico ma moderno. A questo cambio di nome (in realtà contestato da alcuni studiosi), lo shah di Persia fece seguire una serie di riforme modernizzatrici, che fecero entrare l’Iran nel novero degli Stati moderni, pur senza accantonare la grande tradizione ed eredità storica e culturale persiana. Tuttavia, molti ritennero che questa stagione, accompagnata da una forte campagna di laicizzazione, fu troppo rapida, superficiale e forte, fatto che indispose il clero nei confronti dell’impero – ormai – iraniano.

Ma che cosa significa la parola ‘Iran’? Di origine antichissima, è una parola di origine indoeuropea, originariamente significava buono, nobile, e designava quelle che erano le caste aristocratiche delle popolazioni abitanti nell’altopiano iranico. Questo termine venne poi utilizzato per descrivere le popolazioni di stirpe iranica: dopo varie e complesse vicissitudini linguistiche, ecco che un aggettivo diventa il nome di un popolo, anzi, ‘il popolo’ (Iran), in contrapposizione a quelle popolazioni non iraniche, straniere.

In questo breve video, diamo un rapido sguardo a quella che è la millenaria storia della Persia o, se preferite, dell’Iran.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->