mercoledì, Aprile 14

Accadde Oggi: una scoperta…falsa 18 dicembre: viene scoperto il presunto ‘uomo di Piltdown’

0

Ci sono scoperte destinate a rimanere nella storia, altre destinate a cambiarla, altre ancora, pur non essendo rilevanti, suscitano tanta curiosità da riuscire a occupare comunque un piccolo spazio nei libri che leggeranno i posteri. Altre ancora, come la scoperta di cui vi parleremo ora, tutte e tre le opzioni precedenti, a suo modo. Il 18 dicembre 1912, infatti, venne scoperto il cosiddetto ‘uomo di Piltdown’.

La scoperta sconvolse i paleontologi: confermò definitivamente alcune teorie, l’uomo venne considerato l’anello mancante fra la scimmia e l’essere umano, ma, soprattutto, fu considerato il primo uomo europeo, anzi, britannico. La sua scatola cranica più sviluppata rispetto agli australopitechi africani e agli ominidi ritrovati in Europa furono considerati simbolo della superiorità dell’uomo britannico e venne usato in alcuni ambiti in senso razzistico, a sostegno della superiorità della razza inglese.

Questa difesa durò a lungo e fu strenua, anche contro quelle voci, sempre più insistenti che volevano che, in realtà, quel reperto (costituiti da parti di cranio e una mandibola) fosse in realtà un falso. Circostanza, questa, impossibile da verificare con i mezzi degli anni ’10, ma confermata ufficialmente nel 1953, quando si provò che quel cranio fosse composto dalla scatola cranica di un uomo, probabilmente di età medievale, con la mandibola di un orangutan: ecco spiegato il suo essere a metà fra uomo e scimmia anche la grandezza della scatola cranica, non dovuta, come credevano alcuni, alla superiorità dell’uomo britannico sul resto dell’umanità.

Quella che doveva essere una grande scoperta era diventata una grande truffa, che ha sottratto risorse, intelligenze e sforzi alla ricerca scientifica e che è stata comunque utile per sottolineare come, talvolta, certe convinzioni e certi pregiudizi siano più forti dell’evidenza scientifica e impediscano ogni serena analisi vagliata dal metodo scientifico. Nel video, alcune immagini riguardanti questo reperto e la scoperta della sua falsità.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->