venerdì, Luglio 30

Accadde Oggi: il disastro della Deepwater Horizon 20 aprile 2010: esplosione sulla piattaforma petrolifera della British Petroleum

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L’equilibrio dell’ambiente terrestre è pesantemente compromesso dall’attività umana. Dalla Rivoluzione industriale in avanti, l’inquinamento sul nostro pianeta è aumentato in maniera esponenziale. Nonostante i vari tentativi fatti per porre un argine al proliferare delle sostanze tossiche nel nostro ambiente, l’attività inquinante non sembra volersi arrestare. Va anche detto che, per salvaguardare seriamente l’ambiente, occorrerebbe rinunciare a molti degli innegabili benefici a cui lo sviluppo tecnologico ci ha abituati negli ultimi anni e, probabilmente, molti non sarebbero d’accordo.

Oltre all’inquinamento, per così dire, ‘fisiologico’, dovuto alle attività umane ordinarie, ne esiste un altro tipo che, nei suoi effetti e nella sua portata, è probabilmente ancora più pericoloso del primo: quello legato ai disastri ambientali. E non si può parlare di disastri ambientali senza citare uno dei più eclatanti e recenti casi, quello della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon della British Petroleum, avvenuto al largo delle coste della Louisiana, nei pressi del Golfo del Messico. Iniziato il 20 aprile di quell’anno e terminato solo nel mese di agosto del 2010, il disastro è stato causato da un’esplosione che ha ucciso undici persone: la piattaforma si è capovolta ed è affondata, facendo fuoriuscire vastissime quantità di petrolio greggio, come conseguenza dell’estrema pressione esercitata dalla piattaforma. I tentativi di arginare il danno furono inutili: le fuoriuscite di greggio continuavano a ritmi altissimi (c’è chi sostiene che ogni giorno milioni di litri di petrolio si riversassero nelle acque dell’Oceano Atlantico, solo parzialmente recuperati), con ingentissimi danni ambientali, per la fauna, la flora e la popolazione interessata, ma anche economici, considerando sia i costi di recupero, i tentativi – spesso falliti – di arginare l’incidente, i danni alle infrastrutture e le quantità di petrolio disperse, oltre alle perdite azionarie dei colossi dell’industria petrolifera coinvolti.

Quello della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon è, ad oggi, il più grande disastro ambientale della storia americana: l’auspicio è che lo rimanga per tutto il resto della storia dell’umanità.

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