lunedì, Aprile 12

Accadde Oggi: Shoichi Yokoi, l’ultimo giapponese torna a casa Il 24 gennaio del 1972 fu ritrovato sull’isola di Guam e fu riaccolto in Patria da Eroe

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Una delle figure più leggendarie e curiose della Seconda Guerra Mondiale è sicuramente quella del cosiddetto ‘ultimo giapponese’. La sua immagine è ormai diventata proverbiale, parte del linguaggio comune, come spesso capita agli eventi storici più rilevanti o curiosi: nella lingua di tutti i giorni, l’ultimo giapponese è colui che non si arrende all’evidenza dei fatti e che continua a lottare anche contro l’impossibile. E l’ultimo giapponese della Seconda Guerra Mondiale è proprio colui che, ignaro della fine del conflitto, ha continuato, disperso in una piccola isola del Pacifico (l’isola di Guam, oggi territorio americano), ad aspettare gli ordini degli alti comandi giapponesi e a proseguire la guerra.

L’ultimo giapponese ha un nome e un cognome: Shoichi Yokoi, che, il 24 gennaio 1972 è stato ritrovato sull’isola, unico sopravvissuto di un gruppo di tre persone, rimaste nell’isola a combattere una guerra finita molto tempo prima. Aveva vissuto su Guam per ben 28 anni dopo la fine della guerra, gli ultimi 8 dei quali da solo. Nonostante ciò, rimase profondamente deluso e turbato dall’esito della guerra, a lui sconosciuto, e non mancò di manifestare il suo dolore all’Imperatore, che non ha mai smesso di servire.

Ma anche la figura dell’Imperatore era diversa rispetto a quando era partito per la guerra: Hirohito, infatti, non aveva più i caratteri di semidivinità che gli erano riconosciuti prima della fine del conflitto, avendo pubblicamente rinunciato a queste prerogative. Gli ultimi anni di Yokoi furono sereni: fu riaccolto in Patria come un eroe e trascorse il resto della sua vita a insegnare ai giapponesi corsi di sopravvivenza. Chi meglio di lui avrebbe potuto farlo, dopo anni passati a mangiare cortecce di alberi, a prodursi abiti dalla vegetazione? Morì a 82 anni di età, a causa di un infarto: le fatiche di un terzo della vita trascorsi in maniera selvatica gli hanno consentito di vivere una vita abbastanza lunga e, comunque la si veda, speciale.

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