giovedì, Ottobre 21

Abu Sayyaf sotto attacco tra Filippine e Malaysia: ucciso il leader Askali

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Bangkok – La prima notizia importante è che la mente dei sequestri di persona più importanti e lucrosi, oltre che portavoce del gruppo dei terroristi separatisti di estrazione islamica Abu Sayyaf, ovvero Muamar Askali, è morto. Era descritto come la ‘stella nascente’ nel circuito dell’estremismo islamico a livello internazionale, oltre che essere parecchio ‘introdotto’ e stimato nell’area compresa tra Filippine, il territorio malese di Sabah e l’intero Sud Est asiatico. Il colpo è stato inferto duro anche alla rappresentanza locale dello Stato Islamico, in quanto l’intero fronte terroristico Abu Sayyaf aveva da tempo proclamato la sua affiliazione all’ISIS. Askali è stato colpito nel corso delle operazioni militari condotte dall’Esercito delle Filippine, una serie di scontri che hanno via via assunto un livello sempre più aspro. Il Capo delle operazioni militari il Generale Eduardo Ano ha successivamente confermato –nel corso di una intervista telefonica con i media locali – che Askali – noto anche come Abu Rami – è stato ucciso durante gli scontri nella zona di Bohol, una provincia insulare nelle Filippine Centrali, una zona molto nota al Turismo internazionale. E non è nemmeno l’unico decesso che i vertici militari filippini hanno segnalato ai media, infatti, è uno dei sei complessivi uccisi nella città di Inabanga.

Ad Abu Rami sono state attribuite numerose atrocità e la sua uccisione è uno degli obbiettivi migliori che l’Esercito Centrale delle Filippine può registrare nel corso della lunga lotta ingaggiata contro il fronte di Abu Sayyaf. Buon conoscitore della lingua inglese e “fervente credente” (come sussurrato negli ambienti vicini al fronte terrorista) Askali aveva da tempo avviato la sua escalation personale nel ranking del Potere tra le frange terroriste locali. Viene ritenuto, inoltre, uno degli elementi di spicco nella trasformazione di un piccolo gruppo di delinquenti in un gruppo terrorista vero e proprio con una sua precisa identità fino alla proclamazione della sua affiliazione allo Stato Islamico. In persona è apparso nei video dove si mostravano i vari sequestrati stranieri. In particolar modo due canadesi ed un norvegese tratti via con la violenza da un resort nell’Isola di Samal, Provincia di Davao, nel Settembre 2015 ed un tedesco sequestrato nello Stato malese di Sabah nel mese di Novembre 2016. I canadesi, John Ridsel di 68 anni e Robert Hall di 67, furono decapitati in Aprile e Giugno dello scorso anno, poiché non furono pagati i loro rispettivi riscatti. Il norvegese Kjartan Sekkingstad, di 56 anni, fu rilasciato nel mese di Settembre dello scorso anno, dopo che Abu Sayyaf ricevette un pagamento del riscatto pari a 638.000 Dollari USA. L’ostaggio tedesco, Jurgen Kantner, 70 anni, è stato decapitato nel mese di febbraio di quest’anno dopo che i colloqui per la sua liberazione in cambio di 30 milioni di Pesos filippini (circa 854.000 Dollari USA) per il suo riscatto fallirono. Si registra anche il fatto che Askali è stato dietro il sequestro nel 2014 dei tedeschi Stefan Okonek di 72 anni e Henrike Dielen, 56 anni, fuori dal centro di Sabah. I due furono rilasciati lo stesso anno dopo che il Governo tedesco ha pagato 250 milioni di pesos filippini (circa 7.5 milioni di Dollari USA).

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