mercoledì, Giugno 16

Abu Mazen, voci su imminente ritiro Dazi Usa, Malmstroem: se rivolti a Ue «risponderemo in modo fermo e proporzionale»

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Anp. Si diffondono le voci di un prossimo addio di Abu Mazen dalla guida dell’Autorità nazionale palestinese. Lo riportano varie fonti che indicano anche un recente peggioramento delle condizioni dell’anziano presidente (83 anni). Mohamed Shtayieh, suo stretto consigliere, ha annunciato ieri a Ramallah che Abu Mazen convocherà a maggio il Consiglio nazionale palestinese, che non si riunisce dal 1996, «immettere nuovo sangue ai vertici della leadership palestinese».

Stati Uniti. Il consigliere economico di Donald Trump Gary Cohn ha rassegnato le sue dimissioni. Sostenitore del libero mercato, Cohn non ha accettato la scelta del presidente Usa di introdurre dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio. Secondo l’ormai ex consigliere, la decisione porterà a contromisure in altri settori da parte di altri Paesi lesive nei confronti dell’industria americana.
Cohn è solo l’ultimo in ordine di tempo di una lunga serie di defezioni dall’Amministrazione Trump, con l’uscita di scena la scorsa settimana di Hope Hicks e di Rob Porter, mentre circolano voci dell’imminente addio anche di HR McMaster.

Ue. «Finché le misure Usa non sono prese, speriamo di poter evitare una disputa commerciale che non è nell’interesse di nessuno», ma «è chiaro che se queste verranno prese danneggeranno l’Ue» quindi «dobbiamo rispondere in modo fermo e proporzionale» e «in linea con le regole del Wto». Tuttavia «speriamo l’Ue sia esclusa, abbiamo cercato di convincere gli Usa». Così la commissaria Ue al commercio Cecilia Malmstroem sull’ipotesi di contromisure agli annunciati dazi americani sull’acciaio.
Nel corso di un’affollata conferenza stampa, la svedese Malmstroem, ha spiegato il pacchetto di contromisure che è stato già studiato per mettere in campo una risposta rapida. Posto che l’Ue esporta acciaio e alluminio per 14 miliardi di euro all’anno, i dazi Usa colpiranno 6 miliardi di euro, Bruxelles intenderebbe applicare misure di compensazione per 2,8 miliardi di euro complessivi. Su questo ammontare la Commissione Ue ritiene ci sia la compatibilità con le regole del Wto.
Nel mirino dalla Commissione ci sono, tra gli altri prodotti, riso, mais, fagioli rossi, succo d’arancia e burro d’arachidi.

Brexit. Il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk ha ribadito che un accordo sul libero scambio è l’unico modello possibile fra l’Unione europea e il Regno Unito dopo l’uscita dalla Ue. Presentando le linee guida negoziali dell’Unione sulle relazioni future con Londra, Tusk ha sottolineato che «Non vogliamo costruire un muro tra l’Ue ed il Regno Unito, vogliamo rimanere amici e partner anche dopo la Brexit».
Voci sempre più insistenti affermano che le future relazioni commerciali tra Unione Europea e Regno Unito saranno ispirate al modello di accordo tra Ue e Canada, con un accesso limitato al mercato Unico Ue per le società finanziarie britanniche. Sono queste, secondo un documento riservato di cui dà conto Bloomberg e citato dal Guardian, le linee guida di accordo commerciale che Bruxelles intende proporre a Londra.

Turchia. È  previsto per il 4 aprile a Istanbul un summit trilaterale tra i leader di Turchia, Russia e Iran, che si terrà dopo il Consiglio di cooperazione di alto livello tra Turchia e Russia (Udik) del 3 aprile. Al centro del dibattito la situazione in Siria, oltre che altre questioni di carattere regionale.
Intanto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo russo Vladimir Putin sulla tragedia umanitaria nella Ghouta orientale. In linea con la risoluzione approvata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, i presidenti di Turchia e Russia, insieme all’Iran, hanno definito cruciale l’entrata in vigore di un cessate-il-fuoco nella regione.

Usa/Russia. Nel corso di un’audizione alla Commissione difesa del Senato, il direttore dell’intelligence nazionale Usa Dan Coats ha anticipato come imminente l’introduzione di nuove sanzioni contro alte personalità in Russia per lo sforzo di Mosca di interferire nelle elezioni presidenziali del 2016.

Regno Unito/Russia. Il comitato di emergenza del governo britannico Cobra si riunirà nelle prossime ore, presieduto dalla ministra degli Interni Amber Rudd, per un aggiornamento sugli sviluppi delle indagini sull’avvelenamento dell’ex agente dei servizi militari russi Sergei Skripal e della figlia Yulia, le cui condizioni continuano a essere critiche. A guidare le indagini è ora l’unità antiterrorismo di Scotland Yard.

Corea del Nord. Il presidente della Corea del Sud Moon Jae In frena sull’ottimismo per una veloce soluzione della crisi con Pyongyang. «Ci troviamo in una congiuntura critica nei nostri sforzi per stabilire la pace e denuclearizzare la Nordcorea. Credo che sia troppo presto per essere ottimisti perché siamo solo alla linea di partenza», ha affermato.

La Corea del nord ha usato l’agente nervino per assassinare il fratellastro del leader Kim Jong Un, Kim Jong Nam, all’aeroporto di Kuala Lumpur il 13 febbraio del 2017. Ad affermarlo è il Dipartimento di Stato di Washington, precisando che in automatico sono scattate nuove sanzioni contro il regime nordcoreano.

Germania. L’AfD tedesca propone all’ex stratega della Casa Bianca Steve Bannon di occuparsi della comunicazione politica del partito. L’occasione per il contatto diretto è stata la presenza del teorico della alt-right, ora interessato ai movimenti populisti in Europa, a Zurigo, dove ieri sera ha tenuto un discorso a cui hanno assistito 1.500 persone e contro cui hanno protestato un centinaio.

Svizzera. Il reattore della centrale nucleare svizzera di Muehleberg è stato arrestato oggi d’urgenza alle 10.34 a causa di un problema tecnico. Nessun pericolo per la popolazione o l’ambiente, afferma il gruppo energetico bernese BKW. Il guasto si è verificato al sistema di sorveglianza delle condotte di vapore e ha portato ad un arresto automatico d’urgenza del reattore.

Spagna. La Corte costituzionale spagnola ha negato la scarcerazione a Jordi Sanchez, candidato dei secessionisti come presidente della Generalitat catalana, in carcere da ottobre con l’accusa di sedizione.

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