giovedì, Maggio 13

Abroghiamo la Costituzione

0

A questo punto abroghiamola. Che sia o non sia «la più bella del mondo» (magari proprio la più bella no, ma comunque eccellente), della Costituzione Italiana del 1948 una cosa è certa: ne parlino bene o male, la gran parte la prende in giro.

L’ultimo episodio della “storia infinita” di una Costituzione massacrata in cui quella materiale (cioè concretamente applicata), prevale costantemente su quella reale (vale a dire sul testo effettivo, ed effettivo suo spirito), è rappresentato dall’incapacità del Parlamento di assicurare il plenum della Corte Costituzionale, priva da tempo quasi immemorabile di tre dei suoi quindici membri. Ai limiti del minimo per legittimamente operare. La battaglia per l’effettiva difesa della Costituzione impegnò a suo tempo, tenacemente e già da parlamentare, Oscar Luigi Scalfaro, che poi assurse alla massima magistratura di Capo dello Stato, ben degnamente sostenuta dal 1992 al 1999. Non dimenticandosene durante e dopo. «Ci sono delle riforme, specie per quanto riguarda il Parlamento, che sono riforme di fatto nelle quali noi viviamo. Riforme di fatto che un Parlamento sonnolento o connivente consente come reforrmatio in peius, cioè come evidente e grave degrado costituzionale». Parole che riprendiamo da un suo intervento nell’Aula della Camera dei Deputati del 29 Luglio 1989 (ascoltabile dall’Archivio di Radio Radicale), e che assumono oggi, a fronte di questo incredibile vulnus al funzionamento del massimo organo di garanzia, ancor più grave peso. Ed il tanto tempo passato ne aggravato la portata, anziché attenuarla.

Si è arrivati ora complessivamente alla trentesima votazione nulla per la Consulta. Con l’impossibilità di sostituire persino l’attuale Capo dello Stato, Sergio Mattarella, eletto il 31 Gennaio 2015 e proveniente, per l’appunto, da quel consesso. Il Partito Democratico ha dato indicazione ai parlamentari di votare Scheda bianca anche nella tornata del 14 Dicembre 2015. Come Forza Italia. Abbandonata dunque, almeno per ora, le terna votata senza successo da Pd, centristi e FI nelle ultime tre occasioni: Augusto Barbera indicato dal Pd; Francesco Paolo Sisto, FI; Ida Angela Nicotra voluta da Area Popolare dopo il ritiro di Giovanni Pitruzzella. Quindi ennesima seduta a vuoto. Da Martedì 15 si vota ogni giorno iniziando alle 16, secondo quanto stabilito dai Presidenti di Senato e Camera, fino all’elezione dei nuovi Giudici. Almeno si spera.

Quanto poi alle modalità “interne” di funzionamento della Corte stessa, ci fu chi ne denunciò sino in fondo lo “scandalo”. Il Professor Giuseppe Ferrari, che per questo venne posto ai margini, non solo per quanto gli rimaneva del mandato di Giudice Costituzionale, ma anche in seguito nella sua attività di giurista. Le sue parole, ed il suo “testamento professionale e giuridico”, sono ‘strumenti’ che vanno ripresi proprio per la straordinaria attualità che ancor oggi conservano, che forse ancor di più oggi hanno. E allora, per tutti questi e tanti altri motivi, la swiftiana “modesta proposta”. Abroghiamo la Costituzione. Vediamo cosa succede senza, tanto ormai ne fanno senza abitualmente. (Poi, però, riproponiamola tale e quale, anche perché l’alternativa, se dovessero riscriverla integralmente…).

 

Jonathan Swift era uno scrittore e poeta irlandese vissuto tra milleseicento e settecento, autore di romanzi e pamphlet tra cui ‘I viaggi di Gulliver’, maestro di un registro satirico attraverso il quale metteva alla berlina follia e presunzione umana. Con Alexander Pope e John Arbuthnot fondò lo “Scriblerus Club”, che gli sollecitò ‘Una modesta proposta’: quella, cioè, di usare i bambini poveri irlandesi come cibo per i ricchi, fornendo anche ricette per poterli apprezzare al meglio. Cannibalismo per cannibalismo, visto come viene trattata la nostra povera Costituzione italiana…

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->