domenica, Maggio 9

Abolire la pena di morte e concedere l'amnistia

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Curiosa corrispondenza, quella tra un pontefice venuto da ‘un Paese quasi alla fine del mondo’, e un’organizzazione laica e radicale come ‘Nessuno Tocchi Caino‘, che da sempre si batte contro la pena di morte, contro la tortura e contro le violazioni dei diritti umani e civili nelle carceri.

Cosa dice papa Francesco? Che bisogna abolire la pena di morte, «là dove essa  ancora in vigore, e considerare la possibilità di un’amnistia». Questo è l’appello lanciato con il messaggio per la 49esima Giornata Mondiale della Pace, che si celebra il primo gennaio 2016 sul tema: ‘Vinci l’indifferenza e conquista la pace’. «Un pensiero», dice il papa, «va ai detenuti, in molti casi appare urgente adottare misure concrete per migliorare le loro condizioni di vita nelle carceri, accordando un’attenzione speciale a coloro che sono privati della libertà in attesa di giudizio avendo a mente la finalità rieducativa della sanzione penale e valutando la possibilità di inserire nelle legislazioni nazionali pene alternative alla detenzione carceraria».

‘Nessuno Tocchi Caino’ intanto, quando il caso fa bene le cose,  convoca per il 18 e 19 dicembre il suo sesto congresso; in un luogo visivamente simbolico: la casa di reclusione di Opera, vicino a Milano. Il titolo del Congresso è “Spes contra spem”: esplicito riferimento alla “Lettera di San Paolo ai Romani; a quel passaggio, spiega il segretario di “NTC” Sergio D’Elia, «relativo all’incrollabile fede di Abramo che ebbe fede sperando contro ogni speranza. In questo modo vogliamo evidenziare l’importanza dell’essere fonte di un processo attivo di cambiamento rispetto a chi semplicemente si limita ad avere speranza in un cambiamento».

Sarà interessante seguirlo, questo congresso. Al congresso parteciperanno, tra gli altri, Santi Consolo, capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria; Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Corte Costituzionale; verrà presentato il saggio “Gli ergastolani senza scampo. Fenomenologia e criticità costituzionali dell’ergastolo ostativo” di Carmelo Musumeci, e del professor Andrea Pugiotto; e ancora: Arturo Diaconale, Piero Sansonetti, Andrea MascherinLuigi CrespiAndreana Esposito, membro italiano al Comitato Prevenzione Tortura del Consiglio d’Europa; Ornella Favero, direttrice di “Ristretti Orizzonti”; padre Guido Bertagna;  Nadia Bizzotto, responsabile del Servizio Carcere per la “Comunità papa Giovanni XXIII”; Bill Cave, vice-presidente dell’Associazione Internazionale dei Cappellani Penitenziari; Enrico Sbriglia, provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria per il Triveneto. Gli obiettivi? Li spiega D’Elia: «Rilanciare la campagna per la moratoria universale delle esecuzioni capitali in vista del prossimo voto da parte dell’Assemblea Generale dell’ONU sulla Risoluzione pro moratoria previsto nel 2016; rilanciare la campagna per il superamento dell’ergastolo ostativo e il 41bis, attraverso anche ricorsi in sede giurisdizionale, nazionale ed europea».

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