venerdì, Settembre 24

Abbado e il mistero del Tempo image

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Claudio_Abbado

Molte poesie di Jorge Luis Borges parlano della musica che, in Un’altra poesia dei doni, viene chiamata una ‘misteriosa forma del tempo’. La più alta forma estetica della musica coincide con l’espressione dell’essenza umana. Così ne parlava Claudio Abbado, nel sito dell’orchestra Mozart da lui stesso fondata: « Sono sempre stato profondamente convinto che la musica contenga in sé una forza in grado di travalicare i suoi stessi confini. Non c’è solo un valore estetico nel fare musica: dalla sua bellezza intrinseca, in grado di comunicare universalmente, scaturisce un intenso valore etico. La musica è necessaria al vivere civile dell’uomo, perché si basa sull’ascolto, che è un elemento imprescindibile, anche se quasi sempre trascurato. La musica è necessaria alla vita, può cambiarla, migliorarla e in alcuni casi può addirittura salvarla. »

Nel giorno della morte del Maestro Abbado, dunque, proponiamo solo due aspetti della sua vita: l’attenzione ai giovani e alla politica ‘colta’. Il 20 gennaio 2014  il mondo ha perso un grande artefice del bello, interprete di uno dei ‘doni misteriosi’ che l’uomo ha ricevuto dal Tempo: la musica.

Fu sempre grande l’attenzione di Abbado verso i giovani. Così come dimostra anche l’esperienza di José Abreu, la musica è un formidabile strumento per dialogare tra persone diverse per età, etnia e persino di lingua diversa, un mezzo che sostiene gli esseri umani nelle molte fasi del loro cammino. L’esperienza musicale è una forma di dialogo ‘totale’, perché la musica non è soltanto esecuzione e ascolto, ma anche un livello di interpretazione e di espressione della nostra essenza. Per dare un’idea dell’effetto del metodo Abreu, potete vedere qui le prove del Coro delle mani bianche della Scuola popolare di musica di Testaccio  (attività gratuita per i ragazzi e sostenuta grazie a offerte e donazioni), che si ispira al metodo venezuelano. Ai giovani si rivolge ‘El sistema’ e Abbado lo apprezzava fortemente. 

Così Abbado ha fondato l’orchestra Mozart, giovane per l’età dei musicisti e per il tempo dalla sua fondazione, ma anche per il pubblico cui si rivolge. Ha un elevato livello artistico, che l’ha portata in molte grandi sale da concerto, come quelle di Vienna, Milano, Roma, ma anche Lucerna, Strasburgo e Francoforte, Parigi e Monaco, Budapest e Madrid.

Le attività benefiche e sociali dell’orchestra Mozart sono altrettanto interessanti: con un’esibizione a L’Aquila, alla presenza del Presidente Giorgio Napolitano, le è stata affidata l’inaugurazione del nuovo Auditorium, simbolo della rinascita della città dopo il terremoto. I due progetti Tamino (2006) e Papageno (2011) -personaggi del Flauto Magico– si rivolgono inoltre ai piccoli pazienti dei reparti pediatrici, con musicoterapeuti e musicisti specializzati nell’ambito sanitario e socio assistenziale, e con la creazione di laboratori di canto corale destinati ai detenuti. Al mondo giovanile e alle nuove tipologie di pubblico si rivolge infine la bella abitudine -sempre pensata da Abbado- di aprire gratuitamente le prove generali dell’orchestra, per avvicinare le scuole e le associazioni culturali a esecuzioni ‘fuori portata’ per il pubblico dei non conoscitori.

Inoltre Claudio Abbado ha dedicato un particolare impegno alla cultura nel mondo politico, riconosciuto con la nomina a senatore a vita. Non possiamo descrivere tale impegno meglio di quanto abbia fatto il Presidente Giorgio Napolitano: « Rendo omaggio -non solo da amico e ammiratore di antica data, ma da rappresentante della collettività nazionale delle istituzioni repubblicane- all’uomo che ha onorato in Europa e nel mondo la grande tradizione musicale del nostro paese, contribuendo in pari tempo con il suo eccezionale talento e la sua profonda sensibilità civile all’apertura di nuove strade per un più ricco sviluppo dei rapporti tra cultura e società ». « Di qui –conclude il Presidente– le motivazioni per il riconoscimento tributatogli con la nomina di Senatore a vita. »

Possiamo soltanto sperare che prima o poi a qualcuno venga in mente un parlamento composto in parti eguali da grandi uomini di cultura e da onesti amministratori della cosa pubblica, nella convinzione che solo con elevato senso etico -e chi fa Arte indubbiamente lo possiede- possa salvare un’Italia in grave difficoltà. 

Quasi alla fine dei suoi giorni Jorge Luis Borges scrisse ‘Un’altra poesia dei doni’. Si tratta di un lungo componimento con il quale il grande poeta ci dona un vero e proprio inventario delle forme dell’Amore. Un’altra poesia di Borges, I Giusti, potrebbe essere citata oggi in occasione della scomparsa di Claudio Abbado. Entrambi, Borges e Abbado, erano infatti due uomini Giusti, l’hanno dimostrato con diverse forme di intervento nella società, forme che passano attraverso la loro arte e approdano a risultati anche concreti. Citiamo così l’orchestra Mozart di Abbado (attività affine a quella di Jose Abreu in Venezuela, con ‘El Sistema’ delle orchestre e dei cori giovanili) e il suo profondo impegno civile anche come senatore a vita della Repubblica italiana.

Citiamo qui il lungo testo di ‘Un’altra poesia dei doni’ perché si conclude proprio con la definizione della musica: ‘questa misteriosa forma del Tempo’. Una definizione che ci sembrava appropriata nel giorno della morte del Maestro Claudio Abbado, un Giusto della Musica, che oggi ha lasciato un vuoto importante nel nostro Tempo.

 

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