martedì, Maggio 11

A Natale, complottardi per il Quirinale field_506ffbaa4a8d4

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Attraverserò queste due settimane in apnea, battendo tutti i record di Enzo Maiorca, per approdare in un 2015 che già si prospetta, per l’Italia, l’anno più ‘caldo’ del millennio. Pensate, cominciamo con le minacciate dimissioni del Presidente della Repubblica, ormai giunto al capolinea, sotto il profilo della forza di sopportazione e della salute, malgrado alla sua rielezione, il 20 aprile 2013, avesse detto che sarebbe rimasto in carica il tempo necessario a ‘rimettere a posto le cose”.

Purtroppo (per noi), si era rivelato troppo ottimista. Vi sembra che, al momento, le cose siano tornate a quadrare? A me proprio no. Non quadra neanche la ricerca del suo successore, figuriamoci un po’! Interrogato in merito, il ‘garzoncello scherzoso’ che ci governa si è trincerato dietro la reticenza, dicendo una cosa relativamente giusta e ovvia, ovvero che, essendo un esercizio prematuro, qualunque nome oggi venga fatto, si può ritenere ‘bruciato’. E’ sempre stato così, ma stavolta ancora di più: pare una divisione d’eredità al capezzale di un padre moribondo da parte di eredi cinici e fedifraghi…  Perché il TotoPresidente, se fosse partito ad una scadenza naturale, allora avrebbe avuto un suo perché; ma, in costanza di un Presidente in carica che, sotto il profilo teorico, potrebbe rimanere tale per altri sei anni, fino allo spirare della scadenza ‘naturale’ del mandato, e che sta rendendo l’affaire delle sue dimissioni uno sorta di thriller da lui manovrato con malizia, tutto può avvenire.

Ora pare  -fra mezze ammissioni e voci di corridoio- che la data ics possa essere il 14 gennaio, il giorno dopo della fine di questo semi-fallimentare semestre italiano di presidenza del Consiglio europeo, e io, malignetta, penso che proprio quel giorno sarebbe ricorso il 96.mo compleanno di Giulio Andreotti (che poi, Giulio, è anche il nome del figlio di Napolitano…).

Incontrando qualche settimana fa il consigliere per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica, Maurizio Caprara, in occasione della presentazione, alla Sala degli Arazzi della RAI, del libro di Sergio Lepri e Ettore Bernabei, sono stata piuttosto giocosa, esprimendogli la mia convinzione che il presidente Napolitano avrebbe annunciato le sue dimissioni nel corso del consueto discorso di fine d’anno. Gli avrebbe dato quel coup de théatre che, in qualche modo, si porta nel sangue fin dalla giovinezza, avendo calcato le scene, in maniera amatoriale, durante il periodo universitario. Maurizio (di radici partenopee) ha solo riso…

Ho un amico algidamente nordico che non perde occasione di esprimermi la sua convinzione che noi ‘napoletani’ – fa di tutta un’erba un fascio, io sono nata a circa 40 km da Napoli… – siamo ‘tutti teatrali’ e si troverebbe paradossalmente confermato in questo suo pregiudizio assolutamente peregrino. Comunque, l’attuale esercizio d’identificazione del prossimo inquilino (ma si insiste su un’inquilina…) del Quirinale prosegue, malgrado le ritrosie pelose di Renzi che, a mio avviso, potrebbero celare semplicemente la circostanza che l’accordo non è stato ancora raggiunto.

Lui ha ben altro da fare: ad esempio, costringere gli allibiti senatori ad una specie di ‘canto del cigno’ – visto che una riforma costituzionale gli sta smantellando i seggi sotto il deretano – a piegarsi ad orari da fabbriche cinesi, votando nel bel mezzo della notte una legge di Stabilità che, pare, manco hanno letto del tutto (e che avrebbe, come aspide nel cestino di fragole, l’aumento dell’IVA al 25,5%: un colpo di maglio al popolo delle partite IVA e ai loro clienti/datori di lavoro); travestirsi da Topo Gigio dialogante con bimbi ammaestrati come barboncini da circo in un programma indirizzato a ‘pompare’ l’incombente Expo milanese; farne tutta salute (come si direbbe dalle parti mie) della sua amicizia con Oscar Farinetti: solo così, con raid compulsivi ai ristoranti di Eataly, si spiegherebbe, infatti, la sua lievitazione naturale che lo sta facendo sempre più rassomigliare a Kim Jong-Un… è solo questione di scriminatura centrale e di un cinque chiletti e siamo allo stadio ‘separati alla nascita’.

In realtà, se la poltrona non si libera, è fatica sprecata trovare un sostituto, se non ad allungare il collo al duello dei veti incrociati. Se venisse, infatti, eletto il predestinato Romano Prodi, sarebbe una specie di atto d’accusa contro i 101 ‘pugnalatori’ del fuoco amico che gli sottrassero l’elezione un anno e mezzo fa. A me quel numero ha fatto sempre sorridere: penso al cartone animato di Disney La carica dei 101, con 101 Crudelie Demon sguinzagliate contro un povero cucciolo dalmata…

Persino il zelante proposito di portare una donna al Quirinale, più che un’illuminazione sulla via delle pari opportunità, pare una pretestuosa invenzione per sottrargli ogni potenziale illusione di candidatura. Il dibattito si procrastina ma, sono sicura che sono al lavoro sotterraneamente illustri sherpa – ma anche personaggi che non sono noti alla pubblica opinione o, se lo sono, vengono considerati dalle persone dabbene assolutamente impresentabili (e sono i più potenti, ve l’assicuro!) – per preparare l’accordo.

Conversando in giro con amici ‘informati dei fatti’ ho più volte espresso (per il sottozero che conta) la mia predilezione per Emma Bonino, sempre che riesca a trattenersi dall’istinto, sempre latente, di fare la Giovanna d’Arco. Il ruolo di Presidente della Repubblica, difatti, è peculiare per il suo profondo portato di garante delle istituzioni repubblicane, super partes rispetto ai player nell’agone. Emma forse ha imparato questa lezione quando era Commissaria europea, ma forse no: a tale sua ‘distrazione’, infatti, potrebbe attribuirsi la perdita di una partita vinta, quella contro Renata Polverini per la presidenza della Regione Lazio… fatto che, col senno di poi, causò ‘infiniti lutti agli Achei’, con la gestione allegra da cui è conseguita la fine anticipata della consiliatura.

Consideriamo queste due settimane  -ma, nel nostro Paese, gli auspici son fatti per essere disattesi- come una sospensione nel tempo, prima che scoppi il putiferio e si vedano le solite cose che voi umani…

 

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