venerdì, Maggio 14

A Molenbeek il Belgio ha fallito

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Gli attentati di Bruxelles del 22 marzo hanno dato prova di quanto siano profonde le crepe nel sistema di sicurezza del Belgio e confermato protagonista del terrore jihadista in Europa Molenbeek, il comune all’interno della municipalità di Bruxelles, da cui provenivano gran parte dei giovani jihadisti che hanno seminato il terrore a Parigi.

Aurora Allushaj, giornalista albanese con specializzazione in scienze strategiche, vive a Bruxelles nel quartiere di Molenbeek. Ha publicato vari articoli su temi relativi al traffico di organi e alla tratta di esseri umani. Collabora attualmente con ‘Top Channel‘, ‘Report tv‘, ‘Shqiptarja.com‘,  ‘Tirana Observer‘.

 

Qual è la situazione a Molenbeek ora c’è molto controllo da parte delle forze di Polizia?

Per il momento Molenbeek è uno dei quartieri più tranquilli di Bruxelles. Sembra che la Polizia sia riuscita a mettere il controllo il quartiere in ogni angolo e ogni via cosa che prima non riusciva a fare anche per l’ostilità della popolazione. In passato diversi interventi delle Forze dell’Ordine sono stati ostacolati dagli abitanti del quartiere esattamente come è successo per il raid che ha portato all’arresto di Salah Abdeslam. Ci sono zone del quartiere, come quella di Ribacourt, dove in genere la Polizia non entra, e dove, nel 2009, ci sono stati scontri molto duri durante il ramadan con lancio di pietre, molotov contro vetture e forze di Polizia, barricate, incendi.

 

Secondo te cosa non ha funzionato nel controllo del quartiere da parte delle Forze dell’Ordine?

Secondo molti il caos attuale ha messo radici tanti anni fa, quando Philip Moreaux, Sindaco socialista di Molenbeek, ha dato via libera alla ‘occupazione’ di questo quartiere da parte delle popolazioni arabe ottenendo in cambio di essere eletto Sindaco per circa vent’anni. Moreux sostiene che il quartiere è tranquillo, ciononostante  tutte le altre nazionalità che vivevano a Molenbeek si sono spostate in altri quartieri. A Molenbeek esistono 20 mosche e tantissime scuole arabe. Ci sono persone che abitano qui da più di 20 anni e non parlano francese o fiammingo (le due lingue ufficiali del Belgio). Si può parlare di integrazione in questi casi? E’ chiaro che Molenbeek rappresenta un pieno fallimento da questo punto di vista. E’ un’enclave araba nel mezzo di Bruxelles dove è successo e può succedere di tutto. Ora le strade sono controllate, ma per quanto? Presto tutto ritornerà come prima.

 

L’intelligence è in grado di capire cosa succede a Molenbeek?

Più che alla ‘impermeabilità’ del quartiere, sembra che  ci sia stato un problema nell’intelligence belga dovuto per lo più alla mancanza di collaborazione con gli altri Stati.  Teniamo presente che i terroristi erano persone con identikit criminali. Certo nel quartiere c’è supporto e protezione per le frange estremiste.

 

Quali sono i fenomeni di radicalizzazione più evidenti?

Il fatto che Molenbeek sia stato considerato come un ghetto marocchino e la mancanza delle politiche sociali in questo quartiere ha fatto si che anche gli abitanti si sentissero emarginati, e quindi esposti a fenomeni di radicalizzazione.  All’inizio decine di giovani di origini marocchine, della seconda e terza generazione, sono partiti per la Siria. Il rientro di queste persone in Europa ha prodotto gli eventi di Parigi e Bruxelles.

 

Come si è arrivati a questa situazione?

Pare che la responsabilità sia delle Forze dell’Ordine in Belgio, che, influenzate anche dalla politica, hanno abbassato il livello dei controlli  pur sapendo che la situazione non era tranquilla e proprio nel periodo durante il quale nei quartieri di Bruxelles si stava preparando l’attentato successivo a quello di Parigi. Durante i disordini del 2009 si è imposto alle forze di Polizia di non reagire anche di fronte a provocazioni evidenti. I risultati di questa politica del ‘dialogo’ sono sotto gli occhi di tutti.

 

Qual è l’orientamento della comunità albanese vi sono fenomeni di radicalismo?

L’Albania è l’unica Nazione dove l’Islam moderato è da esempio. Anche la comunità albanese qui in Belgio è tale. I fenomeni di radicalizzazione riguardano per lo più le comunità arabe/magrebine.

 

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