venerdì, Maggio 14

A Istanbul, il World Humanitarian Summit field_506ffbaa4a8d4

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Si svolge tra i giorni 23 e 24 maggio il primo World Humanitarian Summit,  a Istanbul, dedicato alle questioni umanitarie che chiedono interventi efficaci e misure di sicurezza contro i conflitti che violano i diritti umani e minacciano i bisogni primari dell’uomo. Ogni anno oltre 218 milioni di persone sono colpite da calamità, naturali e non. L’80% delle vittime delle crisi umanitarie lo sono a causa di un conflitto di lungo periodo. Negli ultimi anni la situazione coinvolge 60 milioni di sfollati nel mondo.

Così, è in questo scenario allarmante, che il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban-Ki-moon, ha convocato il primo World Humanitarian Summit che coinvolge Stati, agenzie delle Nazioni Unite e organizzazioni non governative, con l’obiettivo di stimolare un impegno per l’umanità e avviare una serie di azioni per sostenere gli aiuti umanitari necessari alle comunità colpite da veri e propri disastri. Esemplare il caso siriano, di fronte al quale l’Unione europea, di fatto, ha ‘scaricato’ alla Turchia il compito di chiudere il passaggio ai migranti. Il Summit si articola su cinque tematiche fondamentali: ridurre e prevenire i conflitti, garantire il rispetto del diritto umanitario, assicurarsi che sempre meno persone vengano ‘lasciate indietro’, ridurre i rischi e aumentare i finanziamenti.

Tra i relatori, il Gran Cancelliere dell’Ordine di Malta, Albrecht Boeselager ha dichiarato: «Il Summit è l’opportunità ideale per i rappresentanti di tutte le diverse comunità religiose di riunirsi e dichiarare il proprio impegno nell’assicurare assistenza umanitaria e protezione. Altra nostra priorità è riaffermare i principi delle leggi umanitarie internazionali, spesso ignorate dalle parti in causa, non solo dai gruppi ribelli e dagli attori non statuali, come ci ricordano i recenti attacchi contro ospedali, scuole e personale medico».

Tra le assenze più incisive, quella dell’ong Medici Senza Frontiere, (ultimamente segnata dai tragici attentati ad Aleppo che hanno coinvolto il personale medico) che ha chiarito le ragioni per cui non ha preso parte al summit: «a malincuore, siamo arrivati alla decisione di ritirarci dal vertice. Non abbiamo più alcuna speranza che il WHS affronterà i punti deboli dell’azione umanitaria e della risposta alle emergenze, in particolare nelle aree di conflitto o in casi di epidemie. […] il vertice trascura di rimarcare gli obblighi degli Stati a rispettare e implementare le leggi che hanno sottoscritto sugli aiuti umanitari e i rifugiati».

(Video tratto dal canale Youtube: euronews)

 

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