mercoledì, Aprile 21

A Firenze si insegna a 'fare politica' field_506ffb1d3dbe2

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Fias

Creare una nuova generazione di leader che si distacchi completamente dalla classe dirigente attuale. E’ l’obiettivo della Florence International Autumn School – FIAS, la prima scuola internazionale di alta formazione politica nata in Italia, che si rivolge a tutti i giovani amministratori di ogni parte del mondo candidati a diventare la nuova classe dirigente del domani.

La FIAS, che ha inaugurato il suo primo ciclo di lezioni lo scorso novembre, è un ‘laboratorio globale’ per le nuove generazioni di leader, nata a Firenze grazie all’Associazione Eunomia (associazione senza scopo di lucro che sostiene la diffusione della cultura istituzionale e civica, il rinnovamento della vita politica e il corretto funzionamento delle istituzioni e l’attuazione di valori e principi della Costituzione Italiana e dell’Unione Europea) e al Florence Institute on Democracy and Innovation, in collaborazione con la New York University Florence.

In un momento storico come quello attuale, in cui la classe politica si è dimostrata incapace di affrontare le sfide che la crisi economia globale ha imposto all’Italia, un centro di formazione come quello di Firenze potrebbe essere una risposta adeguata per cambiare la situazione. La FIAS infatti, è il primo esempio di scuola nata per formare i politici del domani. Primo esempio in Italia, ma non in altri Paesi, come ad esempio la Francia, dove sin dal lontano 1945 la classe politica e la classe dirigente in generale è chiamata a frequentare la École nationale d’administration – ENA, scuola nazionale di amministrazione con sede a Strasburgo.

Istituita dal governo provvisorio della Repubblica Francese presieduto da Charles de Gaulle, l’ENA garantisce la formazione della classe dirigente francese. L’obiettivo della scuola è quello di creare una classe amministrativa d’eccellenza, affermando quindi il principio meritocratico contro quello clientelare. Gli allievi della scuola sono selezionati attraverso un concorso particolarmente rigoroso, ogni anno su tremila candidati solamente ottanta sono effettivamente ammessi. Personaggi del calibro di Valéry Giscard d’ Estaing e Jacques Chirac, entrambi ex Presidenti della Repubblica Francese hanno frequentato la scuola di Strasburgo e in ultimo, anche l’attuale Presidente François Hollande vanta nel suo curriculum il nome ENA, tanto che la scuola è stata soprannominata ‘la fabbrica dei presidenti’.

Nessuna novità quindi per la vicina Francia, ma per l’Italia sì, dove “la Autumn School, nasce come risposta formativa alla scomparsa ormai generalizzata delle vecchie scuole di politica – spiega l’on Dario Nardella Direttore dell’Associazione Eunomia e ex vicesindaco di Firenze – Oggi più che mai infatti, c’è bisogno di una nuova classe dirigente preparata, che sappia dare davvero dimostrazione delle proprie capacità nel gestire la cosa pubblica, che sappia leggere e interpretare i bisogni della società reale e giocare da protagonista le grandi sfide che la politica sovranazionale richiede“.

La prima edizione della FIAS si è svolta dal 18 al 23 novembre scorso a Firenze e ha visto tra i banchi alunni provenienti da tutto il mondo. Trenta i corsisti, dall’esponente del partito repubblicano statunitense, all’avvocato russo, sino alla studentessa originaria del Turkmenistan specializzata in Relazioni Internazionali. Lezioni rigorosamente in inglese impartite da illustri docenti del calibro di Miroslav Jovanovic, docente all’Università di Ginevra, Fred H. Lawson, massimo esperto della questione siriana, docente in diverse Università Usa, Francesco Galtieri, portofolio manager per il programma delle Nazioni Unite UN Volunteers e Mark N. Franklin, Direttore dello European Union Democracy Observatory. Tra gli italiani, Maria Chiara Carrozza, Ministro dell’istruzione e Lucia Annunziata, Direttore dell’Huffington Post Italia.

La prima edizione della Florence International Autumn School, dedicata al tema ‘Building Democracy’, è stata una sfida per il futuro. L’augurio è che possa vedere, negli anni a venire, ancora più adesioni e partecipanti – commenta Nardella, ideatore della scuola – giovani di tutto il mondo provenienti da culture e Paesi differenti, con convinzioni e formazioni politiche diverse, ma accomunati dalla stessa matrice: la democrazia“.

La democrazia quindi, è stato l’argomento chiave della prima sessione di lezioni tenutasi alla Autumn School di Firenze, punto di partenza per riflessioni più ampie che hanno visto analizzare la crisi finanziaria ed economica, il rapporto tra banche e politica, il ruolo e l’influenza dei media nella società contemporanea, i cambiamenti climatici e la green economy. Tutti argomenti e spunti fondamentali per “creare una classe dirigente, che – spiega l’ex vicesindaco del capoluogo toscano – pur dividendosi nelle soluzioni politiche, condivida le stesse regole, basate sul leale confronto e sulla dialettica democratica”.

Una soffiata di aria fresca contro la corruzione, le cospirazioni e gli scandali politici, diventati la norma nel panorama politico italiano degli ultimi anni. Moltissimi politici hanno perso la fiducia dei loro elettori ed è opinione comune che la Politica generi automaticamente la corruzione, di qui il detto: ‘dove c’è potere c’è corruzione’. La maggioranza delle persone non ha fiducia non solo nei politici, ma anche nella Politica in quanto tale. Molti si rifiutano di votare, non credono più che il voto possa portare dei cambiamenti significativi. Per questi motivi la classe dirigente del futuro deve “farsi trovare pronta ad affrontare la politica e i temi europei da protagonista – conclude l’onorevole – perché il confronto tra le classi dirigenti del domani non si gioca solamente tra i confini nazionali”.

La sfida verso un rinnovamento dei quadri dirigenziali in Italia è appena iniziato e un esempio di questo avviato percorso sono state le ultime Primarie PD che hanno visto vittorioso Matteo Renzi. Ma il vero cambiamento, come insegna anche l’esperienza della FIAS, non può essere solamente anagrafico, ma profondamente etico: la politica in una democrazia forte non può e non deve essere ‘a vita’, ma espressione di uno spirito di servizio basato su poche e forti regole, a cominciare da una ipotetica legge sul conflitto di interessi che, ad oggi, non ha visto la luce in Italia.

 

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