sabato, Settembre 25

A Firenze il 'mondo' di Franco Zeffirelli field_506ffbaa4a8d4

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Il Museo Franco Zeffirelli, dedicato alle Arti dello Spettacolo, è  decollato, e ora che il primo, importante step si è  compiuto,  l’ambizioso progetto  può proseguire il proprio cammino verso l’approdo definitivo. In questi giorni, in Palazzo Vecchio,  c’è stata la firma dell’atto ufficiale in virtù del quale ilmondodel Maestro potrà essere messo  a disposizione del grande pubblico, delle scuole, degli studiosi,  dei giovani  che intendano intraprendere  percorsi artistici (cinema, lirica, drammaturgia, costume, scenografia  e quant’altro), al piano terra e al primo piano dell’antico complesso barocco di San Filippo Neri. Nell’ex convento, che risale alla seconda metà del Seicento, sede fino a pochi anni fa del Tribunale di Firenze,  troverà adeguata sistemazione il Museo per il quale il Maestro si è battuto affinché tutto il materiale che racconta e illustra la sua straordinaria vita di artista, scenografo e regista di teatro e di cinema, di  uomo di cultura  a tutto campo, possa essere esposto nella ‘sua’ Firenze. La città nella quale Gianfranco Corsi Zeffirelli nacque il 12 febbraio del 1923 e, dopo l’Accademia di Belle Arti, mosse i primi passi come attore e scenografo.

Spesso il rapporto di questi grandi Maestri con la città che  ha dato loro i natali,  è tormentato, difficile, polemico, come lo è stato per Giorgio Albertazzi e Paolo Poli. Non è così per Franco Zeffirelli, che ha conservato il suo affetto per  l’amata Firenze e l’adorata Fiorentina,  intesa come squadra di calcio, tanto da entrare a far parte del Consiglio direttivo ai tempi dell’amico Mario Cecchi Gori. Il suo  grido di dolore per la città ferita lo lanciò esattamente 50 anni fa,  quando mobilitò Richard Burton per il film dedicato all’alluvione: quelle immagini fecero il giro del mondo e contribuirono a sensibilizzare l’opinione pubblica  mondiale. E la città gli è stata riconoscente. Di fronte al suo desiderio di creare, in un palazzo del centro storico, questo Centro internazionale di alta formazione per le arti e lo spettacolo, fondato sul suo immenso e prezioso patrimonio artistico, la città, le istituzioni, l’Amministrazione comunale in primo luogo,  non potevano restare insensibili.

Le difficoltà non sono mancate, e tuttora qualche problema sussiste, ma l’atto ‘fondativo’ è stato compiuto: la firma dell’accordo, da parte dello stesso Maestro, accompagnato dai figli adottivi Pippo e Luciano Zeffirelli, e per il Comune, dal Vicesindaco Cristina Giachi.  Ben si comprende, perciò, l’esultanza del 93 enne Maestro subito dopo la firma «ho firmato e sono tanto felice». «Il Maestro», dice Pippo Zeffirelli,  «è rimasto molto contento e anche molto commosso. Ci teneva tanto a realizzare questo Museo dell’arte e dello spettacolo nella sua città. Al mondo non ne esiste uno simile. Realizza il sogno della sua vita.  Da varie parti era stato corteggiato: Roma, Londra, altre città, ma lui ha sempre detto No. Preferisco darlo in consegna alla mia città».

 

Pippo Zeffirelli, in che cosa consiste questo patrimonio?

In un materiale immenso e prezioso valutato intorno ai 140 milioni di euro, che racconta tutta la sua vita artistica che abbraccia il cinema, l’opera, il teatro, il balletto. Esso comprende la biblioteca  (8 mila libri che ha utilizzato per  i suoi studi, le sue ricerche, per consultazione), l’Archivio (carteggi, foto  di scena e dei grandi artisti che  hanno lavorato con lui) , i  bozzetti da lui dipinti per le opere liriche o teatrali -‘Carmen‘, ‘Trovatore‘, ‘Traviata‘, ‘don Carlo‘, ‘Norma‘, ‘Pagliacci‘, ‘Dopo la Caduta‘, ‘La Lupa‘, ecc.ecc. – in tutto 540 che saranno esposti a rotazione (prima 250 poi gli altri),  copioni, e film che saranno proiettati in un’apposita saletta. Tra questi i celeberrimi ‘Romeo e Giulietta‘, ‘il Gesù di Nazareth‘, ‘La Traviata‘, ‘Un thè con Mussolini‘ e tanti altri.

C’è anche la corrispondenza con i personaggi più celebri?

Sì, alcune lettere, in particolare quelle con Maria Callas, Luchino Visconti, Liz Taylor. Sopratutto inerenti  progetti di lavoro.

Già, le persone alle quali è stato più legato, o mi sbaglio?

Con Visconti iniziò la sua attività nel teatro, come scenografo, dopo che aveva debuttato come attore  in Rai e nel cinema, in un film con la grande Anna Magnani e poi come regista cinematografico, in Camping, con Nino Manfredi e Marisa Allasio.

Celebre, la sua partecipazione al ‘Troilo e Cressida‘ nel ’49 nel Giardino di Boboli a Firenze per il Maggio Musicale, che vide anche il debutto dei giovani  Marcello Mastroianni, Giorgio Albertazzi, Vittorio Gassman.

Zeffirelli vi partecipò come scenografo. E da lì iniziò un lungo sodalizio con Luchino Visconti, alternando cinema (‘La terra trema‘, per citarne uno)  e tanto teatro. Poi,  il loro rapporto si interruppe, per la gelosia di Visconti,  e così il Maestro se ne andò a Londra, dove  iniziò una nuova vita professionale, firmando  come regista, le tragedie shakespeariane.  Fu lì che, affascinati dalla ‘Bisbetica domata,  Liz Taylor e Richard Burton lo vollero conoscere e cosi’ nacque il loro intenso sodalizio artistico e di amicizia.

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