lunedì, Agosto 2

A Cascia ci casca pure il Generale Figliuolo Dispiace che uomo delle istituzioni, nelle cui mani c’è il futuro sanitario della Nazione, ceda alla mistica invece di applicare la scienza. Anche perché il suo arrivo ha coinciso con un grande successo del piano vaccinale dovuto unicamente alle sue grandi capacità organizzative e non certo spirituali

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«Ho chiesto a Santa Rita di aiutare l’Italia ad uscire da questa pandemia, far sì che la campagna vaccinale proceda e che tutti gli italiani ne capiscano l’importanza. Confidenti nella scienza ma anche nella spiritualità, auspico che Santa Rita posi la sua santa mano sopra di noi per far in modo che ne usciamo».

Queste le imbarazzanti parole pronunciate dal coordinatore logistico della campagna vaccinale, il generale Francesco Paolo Figliuolo in visita a Cascia.

Fatto salvo naturalmente il diritto di credere in ciò che si vuole, non fa un buon effetto che un uomo del fare, delle istituzioni, nelle cui mani c’è il futuro sanitario di una intera nazione, ceda alla mistica invece che applicare rigorosamente criteri scientifici. In primis perché lo Stato è laico e in secundis appunto perché è un momento in cui deve essere massima la fiducia nella Scienza. Oltretutto la santa invocata è quella delle cause impossibili e non è la più appropriata in questo frangente.

Insomma, dopo il premier Conte che andava da Padre Pio in pellegrinaggio, ora abbiamo anche un generale che tentenna nei paludosi terreni dell’irrazionale. Pensavamo che fossimo usciti da una epoca buia di superstizioni anacronistiche, ma si vede che non è così. E dispiace particolarmente perché l’arrivo del generale Figliuolo ha coinciso con un grande successo del piano vaccinale dovuto unicamente alle sue grandi capacità organizzative e non certo spirituali.

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Sull'autore

Giornalista professionista e scrittore. Laureato in Fisica. E’ stato anche deputato della Repubblica.

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