domenica, Giugno 20

A Bruxelles, l’Alleanza contro il nucleare

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Il 2016 è stato dichiarato dalla Commissione europea l’anno dell’Unione dell’Energia. Da più parti però si teme che questa spinta verso una ‘energia europea’, rilanciata al COP21 di Parigi lo scorso dicembre, possa rafforzare il ruolo di tecnologie sorpassate e non prive di rischi che potrebbero distorcere il mercato dell’energia europeo. Una di tali tecnologie potrebbe essere il nucleare con il suo retaggio di vecchie centrali ancora in uso e svariati problemi di sicurezza e di stoccaggio delle scorie.

Per evitare che la crisi del petrolio si trasformi in una ‘resurrezionedel nucleare, otto regioni europee (in maggioranza tedesche) hanno lanciato ieri a Bruxelles ‘l’Alleanza delle Regioni‘ per la chiusura degli impianti nucleari in Europa che si impegnerà a far sì che la futura Unione dell’Energia in Europa possa basarsi esclusivamente sull’efficienza energetica e sulle energie rinnovabili.

Animatori di questa iniziativa sono stati l’eurodeputata tedesca Rebecca Harms, vice Presidente del gruppo europeo dei ‘verdi’, e il Ministro dell’ambiente della regione dell’Austria Settentrionale Rudi Anschober, che sono riusciti a raccogliere intorno a sé il consenso di alcune delle principali regioni tedesche (oltre all’Austria ovviamente) e di tutto il Lussemburgo, la cui Ministra dell’ambiente Carole Dieschbourg ha raccolto con entusiasmo il messaggio mettendo in guardia contro i rischi del nucleare. C’è anche tra i firmatari il Ministro-Presidente della comunità germanofona del Belgio, Oliver Paasch, insieme ai Presidenti di alcuni laender tedeschi: Renania Palatinato, Bassa Sassonia, Nord-Reno Westfalia, Baden-Wuerttenberg, Turingia.

In tutto otto tra regioni e nazioni come il Lussemburgo, ma altre se ne aggiungeranno. Abbiamo intervistato sull’argomento Rebecca Harms e Rudi Anschober, per spiegarci cosa accadrà con questa nuova alleanza.

 

Quali?

Rebecca Harms: Sicuramente l’Alsazia il cui capoluogo Strasburgo ha unanimemente votato a favore della riduzione, fino ad eliminarla, dell’energia nucleare.

 

Cosa vi aspettate nel futuro?

Rudi Anschober: Speriamo di ricevere sostegno da altre regioni in Europa, specialmente l’Europa dell’Est, che per noi sono molto importanti, forse l’Italia. Ma siamo soltanto agli inizi. Alcuni anni fa abbiamo lanciato un’alleanza contro gli OGM, gli organismi geneticamente modificati, e abbiamo avuto l’appoggio di varie regioni italiane e ora ci sono 64 regioni europee che si sono dichiarate espressamente contrarie all’introduzione degli OGM. Ora siamo forti e riusciamo a fare un ottimo lavoro, abbiamo un forte potere politico per influenzare le decisioni in questo campo.

 

Come intendete procedere ora?

Rebecca Harms: cerchiamo di andare avanti creando delle nuove alleanze e invitando ad una buona cooperazione tra le regioni cercando di rafforzare i nostri interessi comuni nel dibattito ad esempio delle centrali nucleari vicine ai confini dei Paesi ma anche delle regioni. E’ importante ad esempio che la regione germanofona del Belgio orientale si sia unita a noi sin dal lancio di questa iniziativa oggi. E’ molto importante che Oliver Paasch, il suo ministro presidente, sia con noi oggi e immagino che altre regioni seguiranno l’esempio dei laender tedeschi. Faccio notare che tra i laender che hanno aderito figurano alcuni dei più grandi e importanti di tutta la Germania.

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