sabato, Ottobre 23

A.A.A. Cercasi nuovi partner per Codelco field_506ffbaa4a8d4

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La seconda partecipazione mineraria finita sul mercato invece, è proprio quella che vede la gestione del 51% di El Abra (Antofagasta – Cile). Qui non si dispone ancora di un prezzo effettivo, ma considerando che sono state annunciate vendite per l’ottenimento di oltre 4 mila milioni di dollari, non è difficile pensare ad un prezzo molto simile a quello stimato nella trattativa congolese. Vendita per la quale la Codelco, società mineraria cilena, ha diritto di prelazione in quanto titolare del restante 49% dell’investimento. Tuttavia non è scontato che la stessa società cilena faccia uso del proprio diritto di acquisizione, lasciando intendere che il suo ruolo sarà quello di supervisore nei confronti dei partner che subentreranno alla società statunitense. Infatti Nelson Pizarro, presidente esecutivo di Codelco, ha espresso sì interesse verso la vendita di Freeport, ma con le dovute cautele sottolineando come ‘potrebbe essere un’opportunità se El Abra venisse venduta a prezzo ragionevole e se noi non avessimo migliori alternative di investimento’. Affermazioni che mettono l’accento su una contrattazione che potrebbe essere lunga e per la quale Codelco sa di essere forte in quanto in possesso di un diritto di prelazione ed in quanto la controparte è attualmente in difficoltà finanziaria. Una strategia chiara e consolidata dal fatto che ‘comprare tutta la partecipazione di Freeport, dovrà essere valutata rispetto alle alternative perché se ci sono opportunità di acquisire altri giacimenti migliori, occorre sfruttare queste ultime’ a detta di Gustavo Lagos accademico della Pontificia Universidad Católica de Chile. Lo stesso Lagos tuttavia dà anche una visione ben più redditizia della possibile acquisizione di El Abra rivelando come l’esplorazione dei giacimenti di solfuri che si trovano sotto il giacimento di ossidi attualmente sfruttato, può essere al centro di un progetto di sviluppo capace di portare ad una potenziale produzione annuale di 250 mila tonnellate di rame raffinato.

Prospettive che tuttavia non sbilanciano la dirigenza di Codelco che assume una posizione ermetica dichiarando che ‘Codelco è sempre alla ricerca di nuove opportunità d’affari, ma non intende discuterle mediante la stampa’.

Strategie di mercato in atto dunque, per un affare che sembra promettente. Intanto sul fronte statunitense la Freeport ha chiuso il primo trimestre del 2016 con un debito di 20 mila e 800 milioni di dollari, fattore che non può che portare al ribasso le pretese economiche della stessa azienda rendendola debole in ogni contrattazione. Il debito incombe e quindi c’è poco spazio per valorizzare in maniera equa i propri beni tanto da poter costituire una vera plusvalenza per chi dovesse subentrare nella partnership estrattiva con Codelco, sempre che questa sia d’accordo.

 

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