mercoledì, Ottobre 27

5 Giugno: Bertolaso strizza l’occhio a Marchini field_506ffbaa4a8d4

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Le elezioni amministrative, punto focale della politica italiana delle ultime settimane, si terranno il 5 Giugno con possibili turni di ballottaggio previsti per il 19 dello stesso mese. La data, seppur non ufficializzata, verrà confermata o modificata durante i prossimi giorni tramite l’apposito decreto emanato dal Ministero degli Interni, che secondo le norme vigenti deve essere stilato entro il prossimo 11 Aprile. Secondo la legge attualmente in vigore le amministrative devono essere indette entro una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno. Sono oltre 1300 i comuni alle urne di cui, 7 sono capoluoghi di regione (Bologna, Cagliari, Milano, Napoli, Roma, Torino e Trieste) e 26 comuni capoluogo di provincia. In Trentino Alto-Adige, Regione a Statuto speciale, le elezioni si terranno per l’8 maggio.

E’ c’è chi si prepara per questa data stringendo alleanze e puntando alla vittoria, come Guido Bertolaso che questa mattina ha aperto le porte ad un possibile dialogo con Alfio Marchini: «Marchini è l’unico, oltre a me, a parlare dei problemi dei romani». ha affermato il candidato al Campidoglio durante un’intervista a ‘Radio Città Futura‘, concludendo: «se uno vuole diventare sindaco e dare una mano a questa città ridotta in condizioni drammatiche, è bene che si guardi intorno e, in questo caso, vedere se con Marchini sono possibili sinergie». Subito la replica della sfidante Giorgia Meloni che interrogata su una possibile nuova coalizione tra i due aspiranti primi cittadini attacca: «sarebbe una sorta di riedizione del Patto del Nazareno, farebbe capire che l’unica l’unica voglia che ha Forza Italia è quella di far perdere me». dichiara nello studio di ‘Porta a Porta‘ e aggiunge «sarebbe incomprensibile agli elettori di Forza Italia». Dal canto suo lo stesso Marchini tace e sul centro destra romano cala una nuova ombra in previsione di quello che sembra essere un nuovo ‘rimpasto’ pre-elettorale.

Proseguono le proteste per i nuovi sviluppi legati al ‘Caso Regeni’ che non convincono l’opinione pubblica italiana e scatenano polemiche tra i personaggi della politica. Dopo le parole dei famigliari del ricercatore, scomparso lo scorso febbraio al Cairo e ritrovato morto dopo una settimana di torture e sevizie in un canale nella periferia della città, ecco arrivare il commento del senatore leghista Roberto Calderoli: «Il dolore composto e dignitoso dei genitori di Giulio Regeni, le loro parole e le loro accuse verso le autorità egiziane rappresentano uno schiaffo per chiunque si riempia la bocca, spesso a sproposito, di nobili concetti come giustizia, libertà o accoglienza, vocaboli inflazionati da Renzi e dai suoi ministri. Che però stanno zitti davanti alla vergogna di un nostro giovane concittadino sequestrato e seviziato nel modo più orribile e poi altrettanto barbaramente ucciso, un nostro concittadino che merita giustizia e verità e invece dall’Egitto riceve accuse infanganti alla sua memoria e prese in giro sulla dinamica dei fatti Adesso basta. l’Italia deve farsi sentire, deve reagire». All’ex vice presidente del Senato si aggiunge una nota diffusa dai parlamentari del Movimento cinque Stelle Alberto Ariola e Laura Bottici che scrivono «Chiediamo verità per Giulio Regeni. Accogliamo l’appello dei genitori affinché non cali l’attenzione sul barbaro assassinio del giovane ricercatore italiano in Egitto e ci impegniamo a portare il caso all’attenzione del Parlamento europeo» e aggiungono «Le parole della famiglia Regeni non restino inascoltate. Il governo sino ad oggi non ha fatto altro che subire le menzogne dell’Egitto sulla morte del ricercatore italiano: Renzi e Gentiloni è ora di invertire la rotta». Anche Lorenzo Guerini, vice segretario del PD, attraverso un tweet ha affermato la volontà del suo partito di vuole far luce sulla questione, commentando: «Accanto ai genitori di Giulio #Regeni, al loro dolore e alla loro dignità, lavoriamo senza fermarci per la verità piena sulla sua uccisione»

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