giovedì, Settembre 23

4 maggio: la quarantena NON è finita, il pericolo NON è passato, il coronavirus C’È ! Si ricomincia, e si diffonde nei fatti l’idea che il pericolo è passato. Il Governo dovrebbe fare un bombardamento mediatico: ‘attenti, il virus c’è ancora come non mai, tenetevi lontani, indossate le mascherine, siate responsabili, perché questo virus uccide e non è detto che uccida solo gli altri’

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Doxa ed episteme, le due parole che, a mio giudizio, segnano la settimana trascorsa, non meno orribile delle precedenti, non meno sconfortante per i risultati che sul coronavirus Covid-19, o meglio, sulla nostra vita, ha e avrà. Avrà, sì, bisogna consapevolmente temere quanto da questo 4 maggio accadrà.

E dunque, Giuseppe Conte – pochette, nella sua al solito lunghissima e noiosa relazione al Parlamento, ne ha parlato, di Doxa ed Episteme. In sé irrilevante, come tutto il suo discorso, ingarbugliato nella spiegazione di cosa siano i ‘congiunti’ e come si distingua un congiunto da un disgiunto. Tutte cose ridicole, da piccolo erudito di paese che ‘si paparea’ e spiega ai ‘villici’. Poi lo abbiamo visto: sono congiunti fino ai figli di un cugino, e poi le amicizie stabili «i coniugi, i partner conviventi, i partner delle unioni civili, le persone che sono legate da uno stabile legame affettivo, nonché i parenti fino al sesto grado (come, per esempio, i figli dei cugini tra loro) e gli affini fino al quarto grado (come, per esempio, i cugini del coniuge)». Ma sorvoliamo. Che senso ha, fare dipiciemme sterminati per poi farne altri per spiegare i primi e affidarne al Ministro dell’Interno ulteriori precisazioni, usando espressioni chiarissime per qualunque comune mortale, tipo «può indirettamente ricavarsi, sistematicamente, dalle norme sulla parentela e affinità, nonché dalla giurisprudenza in tema di responsabilità civile».

Chiaro? E che ci vuole, basta andare a consultare la giurisprudenza degli ultimi vent’anni o giù di lì, al massimo una cinquantina di volumoni grossi come me, e poi, andare avanti con un dizionario di inglese, in cui si spieghi bene cosa sia mai un ‘partner’ (e sorvolo sulle FAQ): dizionario, non vocabolario, perché bisogna andare alla fonte, consultare cioè ad esempio lo Oxford English Dictionary, o il Cambridge per ‘scoprire’ che ‘partner’ è, in inglese: 1.«a person or organization you are closely involved with in some way», cioè un collega di lavoro, un complice in un furto con scasso; 2. «one of the owners of a company», uno dei proprietari di una società … come dire, se hai una azione della FCA, tutti i soci della FCA sono tuoi partner; 3. «the perso you are married to or living with as if married to them, or the person you are having a sexual relationship with», cioè marito o moglie o convivente o una persona con la quale hai una relazione sessuale in quel momento; 4. «one of a pair of dancers or one of a pair who are playing a sport or a game together, especially when the pair are playing as a team», per dire, mia moglie gioca regolarmente a bridge (gioco rigorosamente inglese) con altre persone, che quindi ne sono partner. E potrei continuare.

Ma è avvilente. Si usano parole e concetti a caso (magari non con la ‘z’) e poi si pretende di essere presi sul serio. E, non contenti, perché questo è il culmine, si trova grazie a Google o semplicemente in qualche libretto di citazioni (ce ne sono a dozzine) la parola difficile o la ‘frase storica’ e la si butta lì per fare vedere uno quanto è bravo, quante cose sa … e magari i parlamentari, estasiati e colpiti profondamente nella loro incultura, applaudono. E sì che, credo proprio tramite il suo gestore di immagine, Casalino, ‘incidenti’ del genere già ne sono accaduti ad altri, tipo Di Maio, ecc.

Direte: ma insomma te la prendi con Conte, sempre lui, senza tenere conto della tensione, del lavoro che fa, delle responsabilità che ha.
No, me la prendo con la sciatteria, la superficialità, l’incompetenza, il narcisismo, l’arroganza e, alla fine, l’ignoranza crassa di chi ci governa e farebbe meglio a fare altro.
Anzi, dico subito: sia pure incrociando le dita, bisogna riconoscere che alla fine, questo Governo, del quale è difficile immaginare di peggio nel personale come nella competenza, ‘diretto’ da un apprendista stregone ondivago mai uscito dall’apprendistato, dilaniato da lotte interne stupide e fine a sé stesse, solo finalizzate al luccicare di sé stessi, alle prese con un conflitto sordo e continuo ostile per principio ad opera di Regioni ansiose di primeggiare, ma concretamente incapaci di agire come si deve, aiutato da ‘tecnici’ d’ogni genere, intesi sostanzialmente a mostrarsi in prima fila e pagina, questo Governo sta portando a termine una vicenda drammatica della quale ancora siamo lontanissimi dal misurare la ragione dell’origine e la gravità delle conseguenze.
Non si tratta mica solo dei politici. Ieri, mi è capitato un titolo di un articolo di giornale tutto da ricordare: ‘l’ode ai ponti del nostro scontento’, oppure vi raccomando il sagace articolo del super-ristoratore Farinetti (una cosa sterminata) dal sapido titolo: ‘tiriamoci su’ … ! questo è il livello.

E mentre tutto ciò accade, l’agone politico (come dicono quelli che parlano bene) ribolle: Matteo Renzi richiama i morti di Bergamo (non so perché non anche gli altri) che gli hanno detto in una seduta spiritica di chiedere l’immediata riapertura di tutto, che se non fosse da ridere sarebbe disgustoso e offensivo; Matteo Salvini vuole pure riaprire, ma senza limiti o prescrizioni o scartoffie, e anche gli appalti ora senza scartoffie; i vari Presidenti di Regione (autoproclamatisi ‘governatori’) sbraitano sulle proprie bravure: non ho più un contagiato, ho tamponato duecentomila persone, ho i letti di rianimazione vuoti, quelli gestiti da loro ma pagati da noi. E via dicendo. E interviene da Miami anche la virologa super che in un articolo, sostanzialmente inutile, dice almeno l’unica cosa giusta, che nel mio piccolo sto ripetendo da due settimane: la nostra sopravvivenza è nelle nostre mani. Punto. Giusto.

Ora, pare, non contenti della app Immuni, della quale poco o punto si sa, arriva pure il braccialetto, come i carcerati, per chi va al mare. Pare ne abbiano inventato uno che se ti avvicini a meno di un metro ad un’altra persona (che abbia anche lei il braccialetto, se no non funziona!) emette fischi o vibrazioni, non so bene. Ottimo così non devi fornire dati, nomi, malattie, bene … solo che poi, può ricostruire i tuoi movimenti retrospettivamente e dire se hai incontrato un contagiato. E quindi è la stessa cosa, solo che la affitti in spiaggia e poi la restituisci al bagnino. Bah!

E poi, le urla per le violazioni alla Costituzione per le prescrizioni di pochette, cosa ridicola e assurda. Ci sono ben altre cose da criticare e condannare, anche se, purtroppo, nella trappola del parlare di lana caprina cade la Presidente della Corte Costituzionale, con una intervista che non avrebbe mai dovuto dare, come ho già scritto.
E infine i vescovi e cardinali vari, che giubilano perché fra qualche settimana, si riapriranno le chiese e si consentiranno di nuovo le funzioni religiose, dimenticando di ricordare la bacchettata feroce del Papa sulle loro dita.

Tutto ciò, unito all’ennesimo pasticcio sul numero dei morti, che ormai non fa più alcuna impressione (e la stampa e la ‘politica’ non sono estranee a questo effetto) e torna l’idea che tutto sia finitoe che in fondo si è trattato di poco più di una banale influenza … con qualcosa come sessantamila morti (tra i 28.884 contabilizzati, e quelli non contabilizzati), se non di più. E mentre ciò accade, vedo (basti guardare la foto di ‘ANSA‘ che abbiamo voluto riprendere, e il relativo video, ma è solo uno dei tanti casi) che si diffonde nei fatti l’idea che la quarantena è finita, il pericolo è passato, il virus non c’è più!

Se il Governo fosse il Governo (e sorvolo sulla scandalosa e approssimativa gestione della scuola: alcune ore in classe altre via internet … mah!) dovrebbe fare una sola semplice e chiara cosa, affidandone magari la pubblicizzazione a qualche attore bravo e con la faccia rassicurante, cancellare tutte quelle buffonate sui partner e i congiunti e quant’altro e fare un bombardamento mediatico continuo tutto volto ad una sola cosa a trasmettere un solo messaggio martellante: attenti il virus c’è ancora come non mai, tenetevi lontani, per quanto possibile, qualunque sia la vostra relazione interpersonale, indossate le mascherine ovunque, siate responsabili, perché questo virus uccide e non è detto che uccida solo gli altri. Bisognerebbe tappezzarne di manifesti le strade di tutte le città, mettere ripetitori automatici ovunque, scriverlo sulle confezioni di spaghetti e di tonno, telefonarlo continuamente a tutti: così si farebbe vera precauzione.

Il che, sia chiaro, chiarissimo, non significa che non si debba, si debba dico, da parte del Governo, fissare delle scadenze di una apertura cautelosa e progressiva. Poco importa, però, che io veda o meno la mia amante numero tre, quello che importa è che io non diffonda l’infezione. Tutte quelle norme minuziose e un po’ ridicole, servono a poco se non si usa cautela.

Non si tratta, come incredibilmente dice la Annunziata, di fare quello che si vuole magari senza dirlo (le solite cose all’italiana?), si tratta di fare, ma un po’ alla volta, quello che è necessario mediante la responsabilità individuale, il buon senso, il rispetto della vita altrui.
Se si fosse lasciato parlare solo il Ministro Roberto Speranza, invece di lasciare a Conte le lunghissime spericolate affermazioni di cui si parla si discute e che si cerca di capire, forse le cose sarebbero più chiare, anche se mi sembra poco utile cercare di mettere in difficoltà il medesimo, per fargli dire che le minuziose misure sono solo intrusioni ridicole nella vita delle persone: è evidente che lo pensa, ma non può dirlo. Ribadisco siamo noi, lo scrivo da dieci giorni, l’ho scritto venerdì a chiare lettere, ad essere decisivi, tutto dipenderà da noi, nella speranza che al Governo lo capiscano e diano i dati, tutti i dati, i dati veri, perché anche su questo si baserà la coscienza di tutti i cittadini italiani della necessità di rispettare con intelligenza le regole di elementare sicurezza: se si avrà la sensazione che il Governo ci menta, come, purtroppo, tante volte è successo, addio precauzione.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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