venerdì, ottobre 19

3 sostanze pericolose per la perdita di peso Se anche inizialmente possono sembrare efficaci per dimagrire, in realtà sono pericolose per la salute e presentano delle controindicazioni che non vanno assolutamente sottovalutate

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Tra voglie improvvise, tentazioni e cene fuori casa, certe volte riuscire a perdere peso sembra davvero impossibile. Per non parlare poi della fatica di doversi recare continuamente in palestra quando in realtà vorremmo solo rilassarci.

Per cercare di superare questi ostacoli, molte persone vanno in cerca di sostanze che possano aiutarle a raggiungere i propri obiettivi in maniera facile e veloce.

Se anche inizialmente possono sembrare efficaci nel loro intento di far perdere peso, in realtà la maggior parte di queste sostanze sono pericolose per la salute e presentano delle controindicazioni che non vanno assolutamente sottovalutate.

Per non parlare poi dei pericoli legati ad una drastica perdita di peso. Per quanto possa risultare scontato, il metodo dimagrante migliore rimane sempre quello che prevede un’alimentazione sana e bilanciata unita ad esercizio fisico costante.

Oramai i pericoli legati ad un dimagrimento troppo rapido sono risaputi e, nonostante la comprensibile smania di vedere dei risultati immediati, bisognerebbe imparare ad affrontare questo percorso con più pazienza.

Vediamo ora quali sono le 3 sostanze più pericolose per la perdita di peso e gli effetti collaterali che provocano.

  1. Efedrina

L’ efedrina è un principio attivo che si ricava da alcune piante originarie dell’Asia Centrale ed è molto utilizzata nella medicina tradizionale cinese.

Similarmente alla caffeina, contribuisce all’accelerazione del metabolismo e all’inibizione dell’appetito, rendendo più facile seguire un regime alimentare ipocalorico.

Viene spesso utilizzata anche in ambito sportivo, anche se rientra tra le sostanze proibite, in quanto è in grado di riprodurre gli effetti dell’adrenalina, aumentando l’attività del sistema nervoso centrale e producendo un potente effetto stimolante che può incidere notevolmente sulla performance dell’atleta.

Nonostante gli apparenti benefici, l’efedrina può risultare estremamente pericolosa per l’organismo oltre che creare dipendenza.

Può provocare complicazioni a livello cardiovascolare, con casi documentati di ictus, infarti ed altre malattie cardiovascolari. A queste si aggiungono casi di tachicardia, irritabilità, diarrea, vomito, eruzioni cutanee, tremori e mal di testa, tanto per citarne alcuni.

Un controllo sregolato può causare anoressia ed insonnia, portando a stati d’ansia e nervosismo che, se non opportunamente curati, possono trasformarsi in depressione.

  1. Anfetamine

Le anfetamine sono le dirette discendenti dell’efedrina, in quanto nate dalla ricerca di un processo di sintesi meno dispendioso ed articolato.

Vengono spesso utilizzate come psicostimolanti in quanto si tratta di farmaci sintetizzati chimicamente che presentano effetti fisici e psichici molto simili a quelli della cocaina.

Le anfetamine vengono anche utilizzate per dimagrire in quanto emulano le sostanze endogene naturali, andando ad agire sullo stimolo della fame, permettendo cosí di diminuire notevolmente l’appetito.

Oltre al pericolo di dipendenza, le anfetamine possono arrivare a provocare gravi stati d’ansia, depressione, irrequietezza, psicosi e manie di paranoia, fino ad diventare allucinogene se assunte in grandi quantità.

Possono inoltre attaccare il sistema nervoso centrale, alterando la percezione della fatica e del pericolo, oltre a causare il deterioramento delle capacità intellettive.

Per quanto riguarda invece il sistema cardiocircolatorio, sono stati documentati casi di tachicardia ed aumento della pressione arteriosa, uniti a problemi riscontrati al sistema respiratorio.

Fortunatamente esistono delle alternative all’anfetamine per dimagrire senza andare incontro a problemi di salute. Clicca qui per saperne di più!

  1. Sibutramina

La sibutramina è un farmaco della stessa famiglia delle anfetamine e viene più che altro usato per curare l’obesità e per aumentare l’aggressività in ambito sportivo.

Agisce difatti direttamente sul sistema nervoso centrale operando un’azione molto simile a quella dei farmaci antidepressivi ma, più che migliorare l’umore, la sibutramina inibisce l’appetito e facilita dunque il dimagrimento.

È stata più volte inclusa nella lista di sostanze pericolose per la perdita di peso e tolta dal commercio a causa degli spiccati effetti collaterali che può provocare.

Tra i disagi più comuni che la sibutramina può causare troviamo secchezza delle fauci, emicrania, insonnia e stipsi.

È altamente controindicata per quei soggetti che soffrono di ipertensione ed insufficienza cardiaca, in quanto può provocare alterazioni del funzionamento del sistema cardiocircolatorio e un aumento significativo della pressione arteriosa.

La rapida perdita di peso incentivata da questo farmaco, può inoltre dare origine a calcoli biliari, convulsioni e glaucoma, oltre che ipertiroidismo, insufficienza renale e ritenzione urinaria.

Bisogna fare attenzione anche in caso di disturbi di origine psicologica, in particolar modo nei soggetti affetti da bipolarismo, anche latente, i quali potrebbero soffrire di episodi maniacali.

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