mercoledì, Ottobre 27

South Corridor: quel TAP strategico per la sicurezza energetica nazionale Fulcro del South Corridor, già da quest’anno Il TAP porterà il gas dai giacimenti Shaz-Deniz nel Caspio sino in Italia

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Per l’area mediterranea l’energia, il suo approvvigionamento, la sua diversificazione sono temi che negli ultimi anni stanno  diventando sempre più centrali nelle analisi geopolitiche. E l’Italia è potenzialmente al centro di un sistema economico in crescita, nell’area del Mediterraneo. Questa regione è interessata da continue instabilità sia ad oriente, con il conflitto siriano, sia sulla sponda meridionale con la perdurante situazione di incertezza politica degli Stati del Nord Africa. L’Italia per la sua naturale posizione centrale nel Mediterraneo ha da sempre rappresentato un punto strategico per la geopolitica della regione.
Ponte naturale tra l’Europa centrale e l’Africa, l’Italia ha acquistato, soprattutto dopo gli scontri in Ucraina, un ruolo fondamentale come hub per la diversificazione e la sicurezza energetica europea. Attraversata da diversi gasdotti strategici provenienti dal Nord Africa (Green Stream dalla Libia, Trans Med dall’Algeria e Tunisia, Galsi dall’Algeria), cui si aggiungono rigassificatori (Panigaglia, Livorno, Rovigo), l’Italia rappresenta un grande snodo energetico e modello di diversificazione eccellente e garantisce la sicurezza dell’approvvigionamento nazionale e dell’esportazione.
Nonostante queste solide basi, che da sole potrebbero renderla il candidato ideale per la sicurezza energetica europea, il Paese resta però ancora dipendente, per il suo approvvigionamento energetico, da aree geografiche e stati non affidabili.
L’Algeria con la sua incertezza sul futuro leader nazionale e i frequenti attentati di cellule jihadiste a infrastrutture strategiche da una parte, il conflitto ucraino e il recente incidente al Tag, terminale austriaco del gas proveniente dalla Russia dall’altra parte, hanno fatto spostare lo sguardo verso l’area caucasica. L’Azerbaigian ha da sempre rappresentato il candidato ideale, Paese stabile e politicamente sicuro, punto di origine del South Corridor. Questo progetto è fortemente voluto e finanziato dall’UE per una risolutiva diversificazione e sicurezza degli approvvigionamenti energetici europei, nonché una riduzione della dipendenza dalle importazioni russe di gas. Il ruolo principale è svolto dal TAP (Trans Adriatic Pipeline), fulcro del South Corridor, che già da quest’anno porterà, attraverso quattro Paesi (Azerbaigian, Georgia, Turchia, Grecia) e tre gasdotti (Baku – Erzurum, TANAP e TAP) il gas dai giacimenti Shaz-Deniz nel Caspio sino in Italia.
Il 15 febbraio 2018 si è svolto in Azerbaigian, che già dal 2015 è il maggiore esportatore di greggio per l’Italia, il 4° incontro del Consiglio consultivo del corridoio meridionale del gas, cui hanno partecipato oltre ai ministri dell’energia dei Paesi attraversati, anche i rappresentanti di UE e USA.
Il South Corridor è un progetto da 40 miliardi di dollari a cui recentemente la BEI ha concesso un finanziamento di 1,5 miliardi di euro per il potenziamento dell’ultimo tratto: il TAP. Sono undici gli investitori, tra cui l’italiana Snam e dodici i buyer coinvolti.
Il TAP è strategico per la SEN (Strategia Energetica Nazionale) varata dal Ministero di Sviluppo Economico. Il TAP è fondamentale per la stabilità e la sicurezza energetica italiana ed europea, ma anche un esempio di eco-compatibilità. La tratta finale del gasdotto, che approderà sulle coste italiane, è stata infatti progettata secondo i migliori standard internazionali di sicurezza. Questi temi sono stati trattati, con un’analisi approfondita, nel corso del convegno promosso dal think tank ‘Il nodo di Gordio’, che si è tenuto il 20 febbraio presso lo ‘Spazio Europa’ di Roma, con la partecipazione del Country Manager di TAP, Michele Mario Elia, del Consigliere di Terna Stefano Saglia, e alla presenza di S.E. Mammad Ahmadzada, Ambasciatore della Repubblica dell’Azerbaigian.

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