lunedì, Settembre 27

22 Dicembre: Mattino field_506ffbaa4a8d4

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22 Dicembre 1947: l’Assemblea Costituente approva la Costituzione della Repubblica italiana. Nata dalle ceneri dello Statuto Albertino, è l’insieme delle leggi che regolano l’esistenza della Repubblica, massima fonte gerarchica del diritto. Venne realizzata a seguito del risultato del referendum del 1946, nel quale si sancì il passaggio dalla Monarchia alla Repubblica, dopo la caduta del fascismo e l’esilio della Famiglia Reale, a conclusione della Seconda Guerra Mondiale. Un documento rigido ed estremamente garantista, la Costituzione italiana nasce in contrapposizione agli errori commessi con lo Statuto Albertino. Il fascismo aveva completamente esautorato la Carta Costituzionale assunta come Carta fondamentale dal costituendo Regno d’Italia dal 1861: una Costituzione di tipo flessibile, in quanto poteva essere modificata con semplice legge ordinaria e breve, nel senso che enunciava i diritti e definiva la forma di Governo, ma non dava direttive sui principi di convivenza. Garantiva però il principio di eguaglianza, anche se formale, la libertà individuale, l’inviolabilità del domicilio, la libertà di stampa, la libertà di riunione. Quando Benito Mussolini si autoproclamò Dittatore, dopo le difficili elezioni del 1924, trasformò  l’Italia in un regime autoritario, emanando una serie di norme e direttive  che abolivano ogni forma di libertà fino ad allora garantita: tutti i partiti di opposizione vennero eliminati, la Camera dei Deputati fu abolita e sostituita dalla «Camera dei fasci e delle corporazioni», il diritto di voto fu cancellato; i diritti di riunione e di libertà di stampa, furono regolati a garanzia dello Stato fascista e il Partito Unico divenne  uno strumento per controllare la società civile. Il Regime durò fino al 1943, a tre anni dall’entrata in guerra dell’Italia a fianco della Germania di Hitler, quando venne firmato l’armistizio con le forze Alleate e venne nominato Capo del Governo il Maresciallo Pietro Badoglio e da lì si applicò un regime transitorio che durò fino all’entrata in vigore della nuova Costituzione. A guerra finita, nel 1945, lo scontento popolare nei confronti della Monarchia era elevato e neanche l’abdicazione del Re Vittorio Emanuele a favore del figlio Umberto, riuscì a scongiurare il referendum. In contemporanea alla votazione referendaria, che portò il 2 Giugno 1945 alla nascita della Repubblica, vennero votati anche i membri dell’Assemblea che avrebbero redatto la nuova Costituzione repubblicana. I lavori incominciarono il 25 giugno 1946 con Giuseppe Saragat alla Presidenza e il 1 luglio Enrico de Nicola venne nominato come primo Presidente della neonata Repubblica Italiana. La Carta Costituzionale che venne compilata alla fine dei lavori (adesso rigida e non più flessibile come lo Statuto Albertino) si rivelò un compromesso tra le diverse forze politiche che vi presero parte, in particolare tra la Democrazia Cristiana, il partito al potere e il Partito Comunista, di opposizione. La nostra Costituzione consta di 139 articoli ed è divisa in due parti: la prima riguarda i diritti e doveri dei cittadini (da art. 13 a 54), regolando oltretutto i rapporti tra lo Stato e i cittadini; la seconda riguardante l’ordinamento della Repubblica (da art. 55 a 139), regolando la forma di Governo. I primi dodici articoli sono i Principi fondamentali che incarnano lo spirito stesso della Repubblica italiana: sono il Principio Democratico (art. 1), il Principio Personalista (art.2), che tutela i diritti inviolabili sia del singolo che della società, il Principio di Eguaglianza (art.3). il Principio Lavorista (artt. 1 e 4) che tutela il diritto al lavoro, il Principio di Autonomia (art. 5), che riconosce le Regioni e i Principi sui rapporti con l’ordinamento internazionale (art.5). L’approvazione della Costituzione segnò l’inizio di un periodo di stabilità democratica all’interno del paese, un periodo scandito da momenti controversi, difficili e dei quali ancora oggi vediamo l’ombra di alcune delle conseguenze.  Un periodo che,nonostante tutto, ha rappresentato il più alto momento  di espressione democratica per tutti gli italiani che, per la prima volta nella Storia, hanno potuto decidere della loro vita in piena libertà, nel rispetto di quella altrui e (cosa ancora più importante) a distanza di quasi 70 anni,  grazie al sistema di garanzie creato dai padri costituenti, siamo ancora in grado di  poter essere padroni della nostra vita e del nostro futuro.

 

 

 

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