giovedì, Maggio 6

21 marzo: ecco la Primavera

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Il 21 marzo è il primo giorno di Primavera, ma non solo. Numerose ricorrenze in questa giornata speciale possono far notare come la luce, in questo periodo dell’anno, sia particolarmente pulita, splendente, quasi ‘argentina’.  L’arrivo della Primavera è collegato ai misteri eleusini e al mito di Persefone. La discesa agli inferi nei mesi invernali e la permanenza in terra durante quelli estivi suggerisce l’alternanza delle stagioni che venivano celebrate in onore di Persefone (o Proserpina, per i romani), Demetra (Cerere). Il fascino e la complessità di questo mito catturano gli artisti da secoli, ma basterebbe contemplare i fiori, i colori e il risveglio della natura in questa stagione per far capire come questo periodo dell’anno merita di essere festeggiato. Marzo ventoso, marzo pazzerello, un mese nel quale i pollini svolazzano nell’aria. Visto dalla prospettiva cittadina potrebbe non essere così bucolico: la natura sboccia, è vero, ma nei vasi sui balconi. I pollini danno allergia.

Nonostante tutto desideriamo celebrare questa giornata ricordando anzitutto il vento d’ovest di Mary Poppins. La citazione è tratta da un blog che si chiama Dicono di oggi e ha anche una versione twitter  Si tratta di una deliziosa fonte di informazioni per chi voglia sapere come sia stato raccontato ogni giorno dell’anno nelle pagine letterarie. Diverte andare a vedere come è stato descritto il proprio giorno di nascita e alcuni estratti sono davvero sorprendenti. PS: non si trova tutto su internet, alla base del blog c’è anche e soprattutto un lavoro di ricerca ‘fuori dalla rete’. 

Per il 21 marzo abbiamo scelto la citazione di Mary Poppins: «Era il primo giorno di primavera. Giovanna e Michele se ne avvidero subito perché udirono il signor Bank cantare in bagno, e questo accadeva solo una volta all’anno. Essi ricordavano sempre quella particolare mattina. (…) Giù, proprio davanti alla porta d’ingresso, stava Mary Poppins in cappotto e cappello, colla sua valigia di tappeto in una mano e l’ombrello nell’altra. Il vento le soffiava intorno selvaggiamente, impigliandosi nelle sottane, mandandole fuor di posto il cappello. Ma sembrò a Giovanna e Michele che ella non ci badasse, perché sorrideva come se il vento e lei se la intendessero».  

Troppo ventoso? Bene, ecco un’altra citazione dal Pasticciaccio brutto de via Merulana, di Gadda: «L’accompagno spostò dar Policlinico a le otto, lunedì ventun marzo; una giornata piuttosto riggida, pe èsse l’entrata de la primavera».  Ma oggi non è stata una giornata particolarmente fredda e anche se lo fosse stata avrebbe celebrato la Giornata mondiale UNESCO della poesia, ma anche quella dedicata all’eliminazione della discriminazione razziale (l’ONU ricorda così il terribile massacro di Sharpeville, in Sudafrica, dal 1966).  Torna molto utile leggere il sociologo Luigi Manconi (anche direttore di Italiarazzismo.it) quando invita a riflettere bene sull’uso della parola razzismo: «Chi è tentato dall’intolleranza perché ha paura del diverso, se si sente definire ‘razzista’ si rafforza nel suo atteggiamento ostile». La considerazione è inserita in un’interessante intervista pubblicato ieri da Tiscali.

Lotta alla discriminazione, amore per la poesia, un ricordo in memoria delle vittime della mafia. Meglio: delle mafie, che sono anche un atteggiamento, non solo un insieme di comportamenti. Mafia, ‘Ndrangheta, Sacra Corona Unita, Camorra e corruzione sono sfaccettature di un prisma oscuro, quello dell’illegalità. Non è tra quelli che rifrangono i raggi luminosi dividendoli nei colori dello spettro. Piuttosto è un insieme di comportamenti che si consolidano nel privilegiare l’interesse individuale a discapito di quello collettivo. La giornata di queste tristi memorie è celebrata da Libera: associazioni, nomi e numeri contro le mafie, nella diciannovesima edizione.  La Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie intende così conservare la memoria dei fatti, ma anche dei nomi e delle storie di chi si batte contro l’illegalità rischiando la vita: ecco i nomi delle vittime.

Dalla fine all’inizio, dalla morte alla vita (così come per Proserpina): oggi si celebra anche un inizio, cioè il Newroz (capodanno iraniano). Si celebra in Iran, Azerbaigian, Afghanistan, Albania, Georgia, Turkmenistan, Tagikistan, Uzbekistan, Kirghizistan, Kazakistan, e nelle comunità iraniane presenti in Iraq, Pakistan, Turchia. Non ha nulla di religioso, è una celebrazione ‘profana’ che segue l’equinozio di primavera (uno dei due momenti, con quello autunnale, quando il Sole tocca perpendicolarmente il suolo del pianeta Terra) e la sua data oscilla.  Attraverso i diversi aggiustamenti tra calendari e celebrazioni, che erano ben familiari ai nostri antenati, più avvezzi di noi ad osservare i cicli della natura, la qualità della luce e dell’aria e i momenti appropriati per la coltura dei campi, anche le celebrazioni e i riti possono cambiare data. Così è anche per la Pasqua, che cade la prima domenica dopo la prima luna piena primaverile e può variare tra il 22 marzo e il 25 aprile.

Però è bello pensare (convenzionalmente lo facciamo) che le celebrazioni di origine antica e anche quelle rituali, così come quelle fissate dall’uomo per ricordare e dare valore a certi avvenimenti storici o culturali, si possano ricordare e onorare in una grande giornata simbolica, quella di oggi.

Tra le varie cose ricordiamo anche la Giornata mondiale della sindrome di Down. Questa condizione fu scoperta dal medico inglese John Langdon Down nel 1866 e consiste nella presenza di un cromosoma in più, il numero 21. Si pensa oggi con speciale attenzione al diritto alla felicità e al benessere da parte di tutti. Ecco un video realizzato da Coordown per sensibilizzare ai diritti delle persone con sindrome di Down. L’hashtag #WDSD2014 raccoglie su Twitter messaggi e riflessioni relativi a questa giornata importante

Una nota ‘di colore’: oggi è l’anniversario del primo Oscar a un’attrice italiana (Anna Magnani – 1956 – fonte Rai Storia) e della nascita Ayrton Senna da Silva (1960, San Paolo: www.ayrton-senna.com) . Una ‘nota’ conclusiva? “Ecco la primavera” di Francesco Landini (1330-1397).  Buon fine settimana.

 

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