2022 Annus Mirabilis vs 2021 Annus Horribilis Ecco perché l’anno prossimo si faranno azioni straordinarie in una visione realistica per costruire l’oggi ed il domani

Potrebbe sembrare una sorta di provocazione che impegna un azzardo concettuale. Pensare, nella contingenza di Omicron, che il 2022 possa essere un ‘Annus Mirabilis’ non è  ‘l’ostinazione al positivo’, ma mettere in fila le certezze che si dovranno esibire e praticare a fronte del 2021Annus Horribilis’.

Cioè giocare con le carte che si hanno in mano ed essere, sempre e comunque, in dinamismo positivo non basandoci sull’astrologia predittiva, ma sulla traslazione di concetti acquisiti in azioni concrete.

Valutiamo alcune parole chiave per cui il 2022 in pandemia-sindemia endemica ed in era Covid-Omicron sarà un Annus Mirabilis.

RISORSE: questa parola si lega al PNRR che  mette sul piatto fonti di risorse quali Next Generation EU, Recovery Fund, MES (Meccanismo Europeo di Stabilità, 36 miliardi di euro per l’Italia) e Sure (‘Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency’, 27 miliardi di euro per l’Italia – Fondo europeo per i lavoratori e per le imprese in difficoltà occupazionale).

Nel linguaggio d’uso si parla, concretamente, dell’ammontare del Recovery Fund che, per l’Italia, è di 209 miliardi di euro, di cui 82 a fondo perduto e 127 di prestiti che saranno rimborsati con un tasso che dovrebbe essere veramente conveniente.

Il MES sanitario (Meccanismo Europeo di Stabilità, 36 miliardi di euro per l’Italia) investe solo in sanità ed anche in questo caso, insieme al SURE (‘Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency’, circa 27 miliardi di euro per l’Italia – Fondo europeo per i lavoratori e per le imprese in difficoltà occupazionale) c’è un vantaggio ed un risparmio per l’Italia.

MODERNIZZAZIONE: esigenza non procrastinabile con una visione che non deve attendere un piano di attuazione elaborato al 100%, ma sviluppo di azioni di una  pubblica amministrazione efficiente, digitalizzata, ben organizzata e sburocratizzata, veramente al servizio del cittadino…. creare un ambiente favorevole all’innovazione […] utilizzare al meglio le tecnologie disponibili per incrementare la produttività dell’economia e la qualità della vita quotidiana”.

In un chiaro articolo di G.Valotti, sul Corriere della Sera (20 Dicembre 2021), si fanno esempi di capacità operativa della pubblica amministrazione nel realizzare strutture sanitarie con centinaia di posti letto in un arco temporale di 15/20 giorni (dall’ideazione alla realizzazione ‘chiavi in mano’). Esempi degli ospedali di Huoshenohan(10 gg.), nell’area dello Javitis Center (12 gg)-New York e Milano con l’ospedale della Fiera di Milano (20 gg) che oggi è ritornato in attività ed utilità.

Modernizzare vuol dire aver acquisito il presupposto di scelte produttive con transizione ecologica positiva […] base del nuovo modello di sviluppo su scala globale.

SVILUPPO SOCIALE: concetto estetico da ‘mettere a terra’: in termini di narrazione pubblica e convegnistica c’è, sotto traccia, la convinzione concettuale che se si fa sviluppo economico si fa anche sviluppo sociale. Ma è vero anche il contrario! Infatti economico e sociale sono due azioni che, in modo sincrono, sviluppano il benessere della nazione. Che è olistico, cioè sociale ed economico.

Questa progressione economico-sociale degli investimenti del Recovery Fund, del Mes sanitario e del Sure non si potrà ottenere senza la ‘filiera sussidiaria’. In combinazioni diverse e tali da convergere verso risultati (outcome) di produzione di utilità pubblica correlata allo sviluppo economico, finanziario e sociale, di erogazione di beni e servizi adeguati alla domanda (espressione del bisogno) della comunità come insieme di soggetti singoli (uomini, persone, cittadini con cittadinanza) o soggetti istituzionali (aziende pubbliche o private). La politica degli investimenti non si può fare senza la filigrana fra pubblico e privato ad impatto economico e sociale.

FARE PRESTO, A BREVE E OPERATIVAMENTE: Le quote di prestito e a fondo perduto della UE dovranno avere un ‘ex ante’ di obiettivi precisi e dichiarati, una ‘granularità’ di processo con costanti stati avanzamento lavori ed un ‘ex post’ di verifica degli scostamenti dei risultati rispetto agli obiettivi dichiarati. Tutto questo senza l’applicazione di strumenti di misurazione e valutazione d’impatto rischia di essere solo un’ipotesi di finanziamenti potenziali. E se non si realizzano i progetti presentati non ‘si viene pagati’. E’ una rivalutazione del concetto di realizzazione ‘a breve’ in modo efficace ridimensionando il concetto che gli investimenti si realizzano solo ‘a medio,lungo termine’. Peraltro, per raggiungere risultati a ‘medio-lungo termine’ bisogna gestire il ‘a breve’ e l’’hic et nunc’.

OCCUPAZIONE,LAVORO E RUOLO SOCIALE DELL’IMPRESA: che non è la filantropia aziendale, ma la capacità di essere protagonisti di politiche attive del lavoro; essa si incentra su cambiamenti organizzativi e di competenze sul lato dell’offerta e dell’erogazione nonché della domanda. Si è capito che ci vuole meno assistenza e più politiche attive del lavoro con una riforma delle dei Centri per l’impiego.

Il lavoro, visto in ottica ‘you only live once’, deve essere calmierato da una visione d’investimento professionale per il futuro. Dare maggiore stabilità ai contratti evitando la forza centrifuga di accordi ‘mordi e fuggi’ che non offrono sviluppo professionale.

RIFORMA SANITARIA: gli investimenti sui comportamenti e sulla percezione del valore di una corretta prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione saranno un dover essere del sistema sanitario territoriale e regionale

Con il PNRR, le risorse dedicate alla missione salute ammontano a circa 20 miliardi di euro prevalentemente su due componenti: circa 12 miliardi per l’assistenza di prossimità e telemedicina (l’88% dei dei pazienti si informa ulla propria patologia on line); circa 8 miliardi per l’innovazione, ricerca e digitalizzazione. Ad essi si aggiungono circa 3 miliardi del fondo complementare con investimenti per un nuovo ospedale della salute, ricerca, ecosistema innovativo della salute e salute ambiente e clima. Quindi 23 miliardi.

Il PNRR ha fatto la scelta dei Servizi Sanitari di Prossimità; per esempio, anche tramite le farmacie tradizionali e le farmacie rurali che svilupperanno il ruolo di erogazione di servizi sanitari, partecipando a percorsi di assistenza domiciliare, erogando farmaci che ora il paziente ritira solo in ospedale, monitorando i pazienti con cartelle cliniche elettroniche e con il fascicolo farmaceutico.

WELFARE AZIENDALE E IMPRESE: la sofferenza pandemica del contesto fa maturare la convinzione imprenditoriale che la salute dei dipendenti non è più solo una responsabilità sociale d’impresa, ma anche una responsabilità economico-finanziaria che sviluppa il  valore dell’impresa stessa. Perché finanziaria? I finanziatori, in logica rischio-investimento,ormai sanno che l’equilibrio  di redditività dell’impresa dipende dalla catena del valore economico, sociale e di governance (ESG). Quindi il presidio del welfare aziendale è ormai un portfolio di servizi che offrono assetti sociali e di salute per i dipendenti.

– ‘WELFARE UNIVERSALISTICO A PROTEZIONE VARIABILE’: dove la filiera sussidiaria fra stato,profit e non profit è condizione imprescindibile. La logica di ‘welfare universalistico a protezione variabile’ implica che non esiste più la possibilità di avere un welfare universalistico assoluto (lo stato risponde ai bisogni dei cittadini ‘dalla culla alla tomba’); senza compartecipazione finanziaria (famiglie, singoli, imprese ecc.) non si riesce a mantenere un equilibrio fra domanda/offerta di servizi di welfare in senso allargato.

Come antecedente concettuale si veda il rapporto sulla ‘sicurezza sociale e i servizi connessi’ -Report of the Inter-Departmental Committee on Social Insurance and Allied Services, meglio conosciuto come ‘Rapporto Beveridge’ – 1942

COVID-OMICRON come ‘cigno nero’ e ‘PURPOSE’ AZIENDALE di reazione: poiché il ‘cigno nero’ esprime una realtà-evento che possiede tre caratteristiche: rarità, impatto enorme e prevedibilità retrospettiva (ma non prospettica) e sono in relazione reciproca ‘ad escludendum’ in era di Covid-Omicron l’impresa (rectius impresa sociale) è un attore di cui non si può fare a meno per gestire tale situazione. Perché? Le imprese fanno i conti con la sindemia (attenzione non solo pandemia) che ha in sé sia la componente sanitaria e assistenziale sia il contesto sociale che è mutato e deve affrontare i bisogni generati per convivere(quanti anni?) con il virus in attesa di soluzione. Sono bisogni di welfare in generale (e aziendale) che ancor più devono essere presidiati.

In questo contesto, non è possibile affermare che è compito solo dello Stato  (in affanno e con bassa efficienza operativa) far fronte alla domanda di servizi e attività in tempi medi; essa deve essere soddisfatta ‘qui e oggi’ perché domani è troppo tardi. Nel concreto, che fare? Dare incentivi al fine di presidiare le esigenze sociali che sono connesse oggi e domani con la sindemia. Per fare questo dobbiamo ripensare, per esempio,ad un contesto strutturato di valutazione dell’equity e dei titoli di debito delle imprese ad impatto sociale.

Le imprese sociali devono/vogliono avere almeno l’incentivo della misurazione e valutazione che possono usare in termini di:

valutazione della veridicità degli indici ESG che oggi sono sempre più una condizione necessaria per avere finanziamenti;

‘greenreputation’ e ‘socialreputation’ come plus (espresse in modo equilibrato con regole) sono modalità utili per avere outrcomes positivi ed essere percepiti dal consumatore (si veda millenials, generazione  Z);

Collegandomi al ‘cigno nero’ ed a fronte di una  ‘survey’ di McKinsey (ottobre 2019) sull’importanza del purpose (infra cap.3) in impresa (1.214 manager intervistati), si evidenzia che l’82% afferma che è importante avere il purpose esplicito, il 72% reputa che dovrebbe avere più peso del profitto.

Il purpose oggi fa parte del bon ton manageriale ed è una sorta di parola d’ordine (management watchword), ma in questo periodo di crisi è un utile strumento anti-Covid-Omicron.

Il tema se la responsabilità sociale delle imprese deve essere volontaria o,a vario titolo, quasi un obbligo imprenditoriale è dibattuto da anni. L’evolversi della prassi economica e gli accadimenti di contesto ambientale, sociale e di governance (ESG) nonché il Covid19 pandemia endemica   e sindemia in sviluppo, rendono gli imprenditori,i manager  e le imprese  necessitati di adottare sempre e comunque la CSR o RSI sia per obbligo morale,ma anche per ottenere il successo delle imprese.Queste imprese,in modo sintetico ,devono essere imprese sociali.Alcuni riferimenti.Nel luglio 2001, la Commissione ha presentato il Libro verde “Promuovere un quadro europeo per la responsabilità sociale delle imprese” .Questo Tale documento aveva un duplice obiettivo: primo, lanciare il dibattito sul concetto di responsabilità sociale delle imprese (RSI) e, secondo, sviluppare  casi concreti di imprese  di RSI /CSR.

In contingenza (si spera) di sindemia alcune azioni concrete di purpose: operativamente come declinare il purpose nelle imprese? Che fare?

Guardare e monitorare i bisogni dei dipendenti dell’impresa non aspettando il prossimo riferimento normativo o regolatorio (Dpcm e così via), ma intervenendo con servizi reali per prevenire e dare soluzioni ‘ex ante’. Per esempio prevenire e curare le patologie delle Malattie Non Trasmissibili (MNT) che oggi l’offerta pubblica non è in grado di gestire perché rivolta tutta a curare la pandemia. Questo è il senso dell’approccio della sindemia; se non presidiamo oggi le MNT rischiamo di annullare il nostro patrimonio di persone (in impresa ed nella società) e la continuità e perdurabilità dell’impresa con evidenti problemi per il futuro a breve, con il vanificarsi degli investimenti in capitale umano delle imprese. Le implicazioni operative e organizzative si traducono in risposte alla domanda di servizi sanitari di malattie non trasmissibili (MNT) che rischiano di creare una impennata di indici di mortalità a medio periodo.

È di questo periodo l’allarme di oncologi, cardiologi ed ematologi, diabetologi che si sintetizzano nel pericolo (realtà) di moltiplicare le morti per mancanza di monitoraggio dei malati.

In Italia la morte per infarto nel mese di marzo 2020 è triplicata rispetto a marzo 2019; 1.2 milioni di  operazioni chirurgiche  in meno nel 2021.

SERENDIPITA’: rivalutata, intesa come casualità positiva nella ricerca  scientifica e in alcune scelte di gestione mediche e organizzative. Banalmente, si pensi alle modifiche di somministrazione dei vaccini con mezza dose rispetto a quella intera e la verifica che l’effetto di copertura era uguale; oppure l’uso di maschere sub per dare ossigeno ai degenti oppure l’uso di alcuni farmaci off-label (anche in logica di terapia ‘ex iuvantibus’); il punto critico è come fare sviluppo sostenibile integrando l’approccio multidisciplinare e multifattoriale e rendendo operative le scelte di responsabilità d’impatto.

POVERTA’ ed EGOISMO RIPARATIVO: una filiera vista sia come problema sociale ed economico, ma anche come problema da affrontare e da diminuire non solo come solidarietà. E’ necessario attivare un sano egoismo ‘riparativo’ tale per cui,in analisi di calcolo ‘costi e benefici’, conviene dare opportunità di trasformazione della povertà in livello di ‘well-being‘. Si pensi che i dati del Fondo  monetario Internazionale hanno previsto che una nuova ‘variante’ farebbe diminuire del 5% il reddito globale. Cioè una perdita mondiale 4500 miliardi di dollari di cui 1000 persi dai paesi avanzati.Vaccinare il 70% della popolazione mondiale costerebbe circa 50 miliardi (ottimismo) o circa 100 miliardi (ampia). Se così si facesse con 1/10 del costo di recessione dei paesi avanzati (cioè noi)si avrebbe una manovra redditizia per il mondo intero.

2022 Annus Mirabilis inteso come anno in cui si faranno azioni straordinarie in una visione realistica per costruire l’oggi ed il domani.