sabato, Aprile 10

2017, da AlphaGo Zero a Jibo, Intelligenza Artificiale avanza Saranno, queste reti neurali, in grado di simulare la coscienza umana? Nel 2017 la domanda è sorta spontanea

0

Non soltanto spazio. Dopo il viaggio ‘là dove nessun uomo è mai giunto prima’, come novelli capitani Kirk, ritorniamo a mettere i piedi sulla Terra, e vediamo quali sono state le principali evoluzioni tecnologiche di quest’anno, tecnologia che è sempre più polarizzata verso lo sviluppo dell’Intelligenza artificiale, sia tramite strutture elettroniche sempre più complesse, sia tramite elaborazioni sempre più sofisticate dei ‘big data’, enormi moli di dati che possono fornire informazioni di un dettaglio e di una precisione impensabile solo pochi anni fa. Intelligenza artificiale che sta sviluppandosi molto velocemente e che sta sempre più attirando l’attenzione dei Governi e dei poteri forti.

Ad ottobre 2017, l’intelligenza artificiale di casa Google AlphaGo Zero, è diventato il più forte giocatore di Go, un gioco da tavolo cinese tra i più complessi al mondo, non solo attuale, ma di tutti i tempi. E tutto questo senza aver mai avuto altri input che non le regole base del gioco. Ha poi imparato giocando contro sé stesso, esattamente come i principianti. A colpire maggiormente è stato il tempo che ci ha messo: soli 40 giorni. Segno che le reti neurali  -gli algoritmi che simulano in un computer i processi analitici e decisionali del ragionamento- sono arrivate a livelli di complessità sempre maggiore.

Saranno, queste reti neurali, in grado di simulare la coscienza umana? Di certo possono creare robotsocial‘ che possono interagire con le persone interpretandone gusti, desideri e cambiamenti d’umore. Fantascienza? Neanche per sogno, è realtà tra le più concrete. Jibo, un piccolo robot, è in vendita a 900 dollari (800 euro circa) e pur essendo molto minimale e lontano dall’aspetto androide che abbiamo in mente quando si parla di robot, interagisce perfettamente con tutti quelli che riesce a riconoscere grazie alle telecamere ad alta definizione tramite il cambiamento del suo ‘occhio’ centrale, che varia colore, diventa un sorriso o esprime un’emozione tramite un’emoticon. Certo, come la giornalista del ‘WSJ‘ testimonia nel video abbastanza ironico che vediamo, la situazione è ancora ben lontana da un rapporto paritario tra uomo e macchina.

Consoliamoci, quindi, pensando che tutto ciò che è artificiale, e quindi creato da noi, sarà anche veloce, brillante al punto di vincere ai giochi più complessi o in grado di interpretare le nostre emozioni, ma ciononostante rimane ancora, letteralmente, stupido.
Potrà vincere a giochi che, però, non riesce ad inventareper ora-, o potrà interpretare emozioni già esistenti senza che però si sappia adattare a nuove situazioni. Insomma, l’umanità sembra conservare saldamente il suo dominio sul mondo, senza fantascientifici rischi di invasioni robotiche, anche se ogni tanto qualche segnale di ribellione lo si può notare.
Ad agosto 2017, due algoritmi di Intelligenza Artificialechiamati Alice e Bob– creati nei laboratori di Facebook al fine di interagire con gli umani in maniera sempre più efficace, sono stati messi a dialogare tra di loro per testarne le potenzialità. Ebbene, dopo un poco hanno cominciato a parlare una lingua tutta loro, che risultava incomprensibile agli stessi creatori di tali algoritmi, e la cosa sorprendente è che il test sulle loro potenzialità è stato brillantemente superato! Panico da ‘macchina-che-distrugge-il-proprio-creatore’? Ma no, semplicemente, i programmatori si erano dimenticati di vincolarli alla lingua inglese, e Bob ed Alice stavano razionalizzando anche la comunicazione tra di loro. Insomma, per ora è sempre l’uomo a comandare, anche quando gli ordini che da sono sbagliati.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->