lunedì, Maggio 10

2016: che Leggi che fa

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Chiuso, salvo cataclismi al momento imprevedibili e comunque non auspicabili, l’anno parlamentare 2015, si ricomincia con i lavori del Parlamento del 2016: lunedì 11 gennaio alla Camera dei Deputati, il giorno dopo, martedì 12, al Senato. Per fare cosa? Proponiamo un breve promemoria su quanto è previsto e quanto è possibile che avvenga. E, in aggiunta, su quanto sarebbe opportuno che avvenisse.

E, dunque: si affronterà il solito Decreto Milleproroghe, appena varato dal Governo. Una ‘consuetudine’ dentro cui si celano molti nodi spinosi. Quindi, probabilmente e auspicabilmente, la Riforma delle BCC, la galassia delle Banche di Credito Cooperative, che vedrà impegnato il Parlamento nel suo complesso. Ma è tutta la questione del ‘comparto bancario’ che non scomparirà dall’orizzonte, del Governo, del Parlamento e del Ministro per i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi. E famiglia.

Alla Camera si ricomincia con la conversione del Decreto Legge per la cessione dei Complessi aziendali dell’ILVA. Poi, immediatamente, lo stesso lunedì 11, la fondamentale messa mano alla Seconda parte della Costituzione. È il Disegno di Legge Costituzionale (Atto Camera 2613-B, seguito del 1429-B del Senato) contenente le famose (magari pure famigerate) ‘Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione’. Approvato in prima deliberazione dal Senato, poi modificato in prima deliberazione dalla Camera, quindi ancora modificato, nuovamente in prima deliberazione, dal Senato. Previste, al momento, immediate dichiarazioni di voto e votazione finale. Senza troppi, apparenti, patemi, ché alla Camera PD ed alleati hanno, o dovrebbero avere, ampia maggioranza. Voto ‘finale’ ma ancora parziale, ché il lungo iter di revisione costituzionale continua, come continuano scontri, annessi e connessi. Quindi ci sarà un nuovo passaggio al Senato ed alla Camera «a intervallo non minore di tre mesi», come recita l’articolo 138 della Costituzione. Poi, se le nuove approvazioni avverranno senza modifiche, Referendum confermativo (senza quorum) che potrebbe tenersi in autunno. Alla ripresa dei lavori al Senato si affronta invece subito la Riforma degli appalti, questione anche questa niente affatto marginale. Anzi uno dei ‘tasti delicati’ del Sistema Italia.

Ci sono i voti parlamentari e gli altrettanto, e più, delicati voti dei cittadini. Quanto prima il Governo dovrà fissare la data delle amministrative di primavera: 1291 Comuni piccoli e grandi, da Milano a Napoli, passando per Torino, Bolzano, Bologna e Cagliari, con i conseguenti eventuali ballottaggi due settimane dopo. Scelta non da poco, con influenza sull’afflusso alle urne. E la difficile, ma non totalmente escludibile, ipotesi di far slittare il periglioso voto per il Comune di Roma.

Questi i primi, rilevanti passaggi. Ma si segnalano anche una serie di provvedimenti per i ‘diritti civili’, che potrebbero vedere presto la luce. In primo luogo, eventualmente e finalmente, quello sulle ‘unioni civili’. Promesse, promosse, rimosse… Oramai ineludibili in una qualche forma, superando le flebili, finali proteste dei centristi alfaniani e non. E una decente legge su ‘autodeterminazione e fine vita’, appena rilanciata dalla campagna radicale. Così come potrebbe non essere lontana una legge per la ‘legalizzazione della cannabis’, forte di un poderoso e trasversalissimo appoggio. Tutti provvedimenti il cui esito positivo appare molto più vicino di quanto non fosse sino a qualche tempo fa. E che dal riavvio dei lavori parlamentari nel 2016 sarà pure opportuno seguire passo passo.

 

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