mercoledì, Ottobre 27

2015: un anno nero per i diritti umani field_506ffbaa4a8d4

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Il mondo ha fatto segnare passi indietro secondo Amnesty International, secondo cui il 2015 è stato un ‘anno nero per i diritti umani‘. Il rapporto annuale ha visto che i conflitti, crisi umanitarie, crimini di guerra e contro l’umanità sono in crescita e allo stesso tempo denuncia una generale indifferenza nei confronti del destino di milioni di civili vittime dei conflitti.

 “Amnesty International documenta e condanna le violazioni dei diritti umani da parte di gruppi armati, Stato islamico, Boko Haram, l’Ypg il gruppo militare curdo e altri” afferma nell’intervista Salil Shetty, segretario generale dell’organizzazione, che ha presentato il Rapporto 2015-2016. “Ma le azioni di questi gruppi non possono essere usate dai Governi come giustificazione per violare a loro volta i diritti umani e ottenere un vantaggio nel breve termine, che si tratti della sorveglianza di massa attuata dagli Stati Uniti, della legge contro le Ong in Russia, della Turchia o della Nigeria che usano le forze di sicurezza contro le proprie popolazioni”, continua il segretario.

Nel 2015 molti governi hanno violato in modo sfacciato il diritto internazionale nel loro contesto interno: oltre 122 Stati hanno praticato maltrattamenti o torture e 30 Paesi, se non di più, hanno rimandato illegalmente rifugiati verso Paesi in cui sarebbero stati in pericolo. In almeno 19 Paesi, Governi o gruppi armati, hanno commesso crimini di guerra o altre violazioni delle ‘leggi di guerra’.

Inoltre il segretario Salil Shetty conclude sostenendo che “nel complesso, l’Europa ha fallito sul rispetto del diritti umani nell’emergenza rifugiati”.

 

(video tratto dal canale YouTube di Amnesty International)

 

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